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Aggredito per spilla antifascista, arrestato dipendente in servizio alla Reggia di Caserta

CASERTA. “Pezzo di m… togli questo giubbino, cos’è questo stemma”: è la frase gridata dagli aggressori al fotografo 44enne aggredito a Napoli nell’ottobre scorso perché indossava una spilla con un logo antifascista sul giubbotto. Oggi, la Digos di Napoli, al termine di indagini coordinate dalla Procura (sostituto procuratore Fabrizio Vanorio) sono stati notificati tre arresti ai domiciliari e un divieto di dimora nella provincia di Napoli ad altrettanti esponenti di CasaPound. Indagato anche un quinto militante, destinatario di una perquisizione. Gli inquirenti avevano anche contestato la finalità della discriminazione nazionalista che il gip di Napoli Linda Comella ha ritenuto insussistente.

Gli arresti domiciliari sono stati notificati agli esponenti di CasaPound Vittorio Acuto, 34 anni, Paolo Primerano, 39 anni (ex guardia giurata, dipendente del ministero dei Beni culturali in servizio presso la Reggia di Caserta), e a Taras Buha, 28 anni (ritenuto legato a fazioni neofasciste ucraine e collaboratore del console ucraino a Napoli). Divieto di dimora nella provincia di Napoli, invece, per il fratello gemello di Vittorio Acuto, Roberto, 34 anni, segretario cittadino di CasaPound. Entrambi, per gli inquirenti, legati a gruppi ultras della Curva A della tifoseria azzurra. I destinatari dei provvedimenti sono tutti elementi di spicco della sezione “Berta” del movimento politico di estrema destra, che a Napoli ha sede in via Foria. Lo scorso 7 gennaio, per il saluto fascista nella Capitale, insieme a Vittorio e Roberto Acuto, e con Paolo Primerano, secondo quanto emerso, c’era anche un altro napoletano che in questo procedimento però risulta solo indagato. Non solo.

I gemelli Acuto lo scorso novembre facevano parte del gruppo che si è recato ad Atene per le celebrazioni del movimento greco di estrema destra Alba Dorata, sciolto dopo che nel 2020 è stato riconosciuto dalla corte d’appello di Atene come un’organizzazione a delinquere. I gemelli, in quella occasione, vennero bloccati e rispediti in Italia dalle forze dell’ordine elleniche. Oltre alle misure cautelari personali, la Digos di Napoli ha eseguito anche una serie di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, oltre che nella sede di CasaPound. A casa di Primerano, nato e residente a Roma, la Digos ha trovato e sequestrato, tra l’altro, una cartucciera di un mitragliatore da guerra contenente 55 bossoli. Altro materiale è stato sequestro anche durante le altre perquisizioni ma, al momento, nessuna traccia del giubbotto sfilato a suon di calci e pugni al fotografo, che era con un amico, tenuto fermo con la minaccia di un coltello.

 

 

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