
MARCIANISE. Un’organizzazione meticolosa che prevedeva un efficace controllo del territorio “con vedette in scooter, palazzi con sistemi di videosorveglianza, grate alle finestre e porte blindate”: è quella contro cui hanno dovuto lottare, per cinque anni, i carabinieri di Milano, impegnati in una attività di monitoraggio e contrasto dello spaccio nell’hinterland, e in particolare nella zona di Rozzano.
Dopo una serie di appostamenti e accertamenti, durati dal 2017 al 2020, l’autorità giudiziaria ha ora emesso 121 notifiche di chiusura indagini che porteranno a decine di procedimenti. Ad agire – secondo quanto precisato oggi al Comando provinciale dei carabinieri – erano tre distinti gruppi, albanesi, italiani e marocchini, che si contendono la piazza da anni, rispettivamente tra Quinto de’Stampi, il quartiere dei Fiori e le zone boschive. Sono stati sequestrati 28 chili di droga e 196mila euro. Una trentina le persone finite agli arresti, a vario titolo, nel corso degli anni.
Le notifiche sono avvenute tra le province di Milano, Varese, Pavia, Monza Brianza, Lodi, Lecco, Bergamo, Caserta, Campobasso, Genova, Piacenza e Vicenza. In particolare nel Casertano un’altra inchiesta della Dda svelò legami tra personaggi di Marcianise, alcuni dei quali vicino al figlio dell’ex ras Buonanno, e pusher della Milano da Bere.

