
Santa Maria Capua Vetere. Clamoroso episodio di cronaca l’altro giorno presso il carcere “Uccella” di Santa Maria Capua Vetere. Un detenuto ha, infatti, staccato a morsi l’orecchio del compagno di cella. Una scena degna dell’epocale match tra Tyson e Holyfield del 1996, quando Iron Mike fece altrettanto col rivale, addentando il lobo sul ring.
L’episodio stavolta è avvenuto all’interno del reparto Rio, dove si è registrato più di un tumulto dovuto alla vicenda. Nel tentativo di fermarlo e identificarlo, infatti, il detenuto avrebbe anche scaraventato la scrivania contro il magistrato di sorveglianza.
L’allarme sovraffollamento
“Il sovraffollamento si risolve riducendo gli ingressi, depenalizzando, decarcerizzando e investendo sulle misure alternative. Tutti i programmi mastodontici di edilizia penitenziaria sono sempre finiti male (tempi lunghissimi, inchieste, costi faraonici). Ristrutturare ha un senso. Costruire nuove carceri no, anche perché manca il personale per gestirle”. Così Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, commenta la notizia che il governo sarebbe pronto a stanziare 166 milioni di euro per la ristrutturazione di alcune carceri e il conseguente ampliamento e la costruzione di due nuovi istituti di pena.
“Oggi ci sono circa 8.000 detenuti in più della capienza regolamentare, ma sappiamo che tra i posti conteggiati dall’Amministrazione Penitenziaria ce ne sono circa 3.000 non disponibili– osserva Gonnella- Il numero della popolazione detenuta sta crescendo a livelli frenetici, al ritmo di circa 800 detenuti ogni mese. Se continuasse così l’Italia, prima della prossima estate, arriverebbe ai livelli di sovraffollamento che nel 2013 costarono al paese la condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per trattamenti inumani e degradanti. Nel 2022, con tassi di sovraffollamento minori, sono stati accolti dagli uffici di Sorveglianza italiani oltre 4.000 ricorsi di detenuti, proprio per trattamenti inumani e degradanti, nella maggior parte dei casi per la mancanza dello spazio minimo vitale di 3 mq”.
“Davanti all’urgenza di agire ci chiediamo e chiediamo al ministro della Giustizia Nordio e al sottosegretario Andrea Delmastro delle Vedove quanto tempo ci vorrà a costruire i due nuovi istituti e di quanti posti andranno ad incrementare l’attuale capienza del sistema penitenziario italiano a fronte, ad oggi, di circa 11.000 persone detenute che non hanno un posto letto regolamentare? Se, oltre all’edilizia, è previsto un piano di assunzioni di agenti, direttori, funzionari giuridico-pedagogici, medici, infermieri, categorie già oggi in forte sotto-organico”.

