
MARCIANISE/CAPODRISE. Scagionati i nove ragazzini di Marcianise accusati della maxi rissa del 20 febbraio a Capodrise. Il giudice del tribunale dei Minori ha dichiarato il non luogo a procedere rilevando alcune dichiarazioni contradditorie delle vittime.
Nello specifico, nella serata del 20 febbraio in Capodrise un gruppo di ragazzi attiravano all’esterno di una pizzeria, sita in via Dante un giovane, il quale, a seguito di un diverbio intercorso con alcuni di loro, veniva violentemente malmenato.
Nella stessa serata sempre in Capodrise, nei pressi della Chiesa di S. Andrea, il gruppo aggrediva con veemenza una ragazza, accusata dagli stessi di aver ripreso con il proprio telefonino l’episodio delittuoso avvenuto poco prima in quella via Dante.
Gli agenti della Squadra Investigativa del Commissariato di P.S. di Marcianise intraprendevano immediatamente una serrata attività investigativa e, grazie anche alle immagini riprese dal circuito di videosorveglianza comunale, riuscivano ad individuare gli autori delle cennate azioni criminose e segnalarli alle competenti Autorità.
Inoltre, nei confronti degli stessi veniva avviata la procedura amministrativa per l’adozione del provvedimento del “Daspo Urbano”. Tra i denunciati giovanissimi figli e nipoti di famiglie che gravitano nell’orbita del clan Belforte e di altri gruppi vicini alla criminalità organizzata. In totale sarebbero stati però oltre 30 i partecipanti alla rissa.

