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Violenza sulle donne, Mattarella: “È un fallimento della nostra società”

 

Istituita nel 1999, per volere dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ricorda che la violenza di genere è una delle più devastanti violazioni dei diritti umani e purtroppo è ancora una realtà diffusa da combattere.

Attraverso questa ricorrenza i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG vengono invitate a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema e riflettere sulle azioni da mettere in atto per arginare e sconfiggere questa piaga sociale.

Sono, infatti, ancora tantissime le donne che in Italia e nel mondo subiscono atti di inaccettabile violenza fisica, sessuale, psicologica ed economica. Subiscono svalorizzazioni, persecuzioni, umiliazioni, intimidazioni, privazioni e limitazioni alle disponibilità economiche sia familiari che proprie.

I dati degli omicidi femminili evidenziano un problema allarmante. I carnefici sono quasi sempre uomini, padri, amici, fratelli, fidanzati, mariti, ex partner ma anche sconosciuti. Femminicidi commessi, nella maggior parte dei casi, in ambito familiare o affettivo.

La lotta alla violenza sulle donne è un problema non più procrastinabile che richiede azioni concrete e un impegno costante dei diversi livelli di governo del Paese e del mondo nonché della società tutta.

Proprio in occasione della “Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne”, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato:

«Questa Giornata impone di confrontarci, ogni anno, con numeri intollerabili che testimoniano una continua, diffusa e ancora inestirpabile violenza contro le donne. La nostra società è ancora pervasa, in differenti territori e in svariati contesti, da episodi di violenza, verbale, economica, fisica, frutto dell’idea, inaccettabile, che l’uomo possa prevaricare sulla donna utilizzando la forza.

In molti casi la violenza contro le donne supera il rapporto di coppia e si riversa anzitutto sui bambini, ma anche su altri familiari, amici e persone che tentano di intervenire per arginare questa folle spirale. In tutti i casi, la violenza contro le donne è un fallimento della nostra società nel suo insieme, che non è riuscita, nel percorso di liberazione compiuto dalle donne in quest’ultimo secolo, ad accettare una concezione pienamente paritaria dei rapporti di coppia».

«La violenza contro le donne – ha continuato il Capo di Stato – prende origine infatti da una visione distorta dei rapporti tra uomo e donna, che vede la seconda come oggetto e in ogni caso come soggetto non degno di un pieno rispetto. È nell’idea di inferiorità che pervade, ancora troppo spesso, l’approccio alla questione femminile, in cui si trovano le radici di ogni forma di violenza.

Per uscire da questa spirale è necessario educare: educare al rispetto, educare alla parità, educare all’idea che mai la forza può costituire uno strumento di dialogo. Già nelle famiglie si deve diffondere questa educazione e poi nelle scuole, fin dalla prima infanzia».

Mattarella ha poi aggiunto: «È fondamentale che le donne che hanno subito violenza sentano intorno a loro un mondo che le accoglie e le protegge, per consentire loro di uscire dal silenzio e liberarsi da quel recinto dove è nata la violenza. Solo con una società pronta a sostenere le vittime sarà possibile sconfiggere la violenza contro le donne. Per questo è importante l’attività che ogni giorno portano avanti le istituzioni, le associazioni, le volontarie e i volontari, che tentano di costruire rifugi per curare e prevenire gli episodi di violenza.

La prevenzione della violenza richiede ascolto, interventi, reti di sostegno e in molti casi strumenti per offrire alle donne un’alternativa di vita libera. La dipendenza, spesso di carattere economico, in cui molte di esse si trovano è di ostacolo alla ricerca di protezione e alla stessa denuncia degli episodi violenti.

Resta ancora molta strada da fare, ma occorre continuare ad operare, individualmente e con azioni collettive, perché eliminare la violenza sulle donne è un obiettivo essenziale per il nostro vivere in comune».