Skip to main content

L’ultimo saluto a Benny, l’uomo dei fuochi: “Con lui era sempre festa”

 

MARCIANISE. Sono stati celebrati oggi a Marcianise i funerali del fuochista Benito Golino, venuto a mancare ieri all’età di 59 anni. Così lo ha ricordato il sindaco Antonello Velardi in un lungo post.

“Saluto qui, con molto rimpianto, Benito Golino, Benny per tutti, che se ne è andato ieri alla chetichella, in silenzio, come era fatto lui: come se non volesse dare alcun fastidio agli altri. Aveva 59 anni ed era l’uomo dei fuochi a Marcianise. Con tutto ciò che evocasse i giochi pirotecnici lui aveva una straordinaria dimistichezza. Oggi gli è stato tributato l’ultimo saluto in chiesa, mi è dispiaciuto molto non essere potuto andare.

Benito apparteneva ad una famiglia numerosa, una famiglia come quelle che hanno portato avanti il peso del nostro scalcagnato Sud. Sette fratelli, cinque ancora in vita (una sorella, Rosa, se n’è andata quando aveva 26 anni, anche lei per un male ribelle ad ogni cura). Tra i cinque rimasti c’è anche Raffaele, dipendente comunale andato in pensione da qualche mese, che abbraccio affettuosamente (gli altri sono Carmine, Giuseppe, Gaetano e Teresa).

Aveva cominciato come stuccatore, Benito; poi si era messo in proprio con una piccola ditta edile. Ma in cuor suo aveva coltivato l’antica passione dei fuochi e dieci anni fa aveva deciso di trasformare la passione in lavoro. Così nacque “Arte del fuoco”, con la sede dapprima in via Nicola Gaglione e adesso in viale della Vittoria. Con lui un’inseparabile spalla, la moglie Nunzia; ad aiutarlo ogni tanto anche il figlio maggiore Pasquale (il secondo è Sergio).

Una passione nata quando era bambino, a casa. La sua era una famiglia di cacciatori: il papà Pasquale (che non c’è più) e il fratello Raffaele sono stati e sono appassionati della disciplina. Erano tempi quelli in cui i colpi per i fucili si costruivano dentro casa: le cartucce venivano riempite dalla polvere pirica costruita in ambito domestico. Benito dava una mano e capì subito che quella era la sua strada.

Quando dieci anni fa nacque “Arte del fuoco” lui si buttò a capofitto. Pian piano l’attività crebbe: oggi non c’è posto della Campania in cui sia stata organizzata una festa senza i suoi fuochi. Fuochi e giochi, le magie. Una serata con Benito e Nunzia diventava una serata speciale. Li ho visti in azione entrambi l’ultima volta in estate, alla festa di compleanno di Giovanni Pratillo. Serata indimenticabile.

Anche allora pronto a far divertire tutti, a giocare con il fuoco, a regalare il sorriso agli altri. Benny era così: disponibile, solare, sempre sorridente. Amato da tutti, soprattutto dai bambini che lo adoravano e che quando andavano a trovarlo nel negozio non ne uscivano mai a mani vuote.

All’improvviso, qualche settimana fa, le brutte notizie sulla sua salute. Poi la fine, arrivata come un fulmine, all’improvviso. E ora diventa difficile, impossibile, dimenticarlo, dimenticare le immagini di lui sorridente avvolto dal fuoco o alle prese con i fuochi. Starà giocando adesso nelle praterie celesti, facendo divertire chi lassù lo ha preceduto: non riesco ad immaginarlo in altro modo. Un affettuoso ciao, una dolce carezza al carissimo Benito. E le più affettuose condoglianze a tutti i familiari.”

CLICCA QUI PER LEGGERE LA NOTIZIA SU EDIZIONE CASERTA