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Dal sopralluogo congiunto allo “sgombero” volontario: la verità sul campo rom liberato

 

Un’operazione verità. È quella che vuole fare il consigliere comunale di Marcianise, Giuseppe Golino, dopo che il sindaco Antonello Velardi ha annunciato lo smantellamento del campo rom in zona Santa Veneranda. “Facciamo chiarezza sul campo rom e sulle bugie del sindaco di Marcianise”, sottolinea Golino che poi ripercorre tutte le tappe relative alla vicenda.
Questi i fatti. Il giorno 22 maggio del 2021 il consigliere comunale Giuseppe Golino segnala un principio di insediamento del campo rom a Marcianise. Il consigliere scopre il campo rom durante le operazioni di svuotamento del sottopasso proprio a Santa Veneranda; quel campo rom che fino a qualche giorno prima era posto a circa 200 metri di distanza, sul territorio di Gricignano di Aversa e che fu oggetto, a differenza del Comune di Marcianise, di una vera e propria azione di sgombero per consentire le operazioni preliminari della costruzione del Biodigestore. Al consigliere Golino gli fu risposto: “Non è competenza comunale poiché il campo è posto su di un terreno di proprietà della Regione Campania, quindi competenza regionale. Intanto le roulotte all’interno del campo rom da quattro passarono a otto più due furgoni. Il consigliere Golino non ha mai mollato la presa restando sempre vigile sull’evoluzione della situazione.
Successivamente al pattugliamento compiuto da parte dell’Esercito Italiano viene segnalato questo campo rom. L’Esercito Italiano è impegnato nelle campagne di Marcianise per l’operazione Terra dei Fuochi. I militari segnalano al loro Comando la presenza dell’accampamento;  il Comando  militare informa il capitano Fedele della polizia municipale di  Marcianise che manda una pattuglia e che in seguito faranno una relazione; accadeva il giorno 17 agosto 2021. Con questa relazione il capitano Fedele con il Commissariato  della polizia di Stato organizza un sopralluogo congiunto. Iniziano ad emergere alcune problematiche circa un presunto approvvigionamento abusivo di acqua e versamenti di rifiuti di ogni genere, parte di essi incendiati. Si organizza quindi una operazione di sgombero che si sarebbe dovuta effettuare il giorno 27 agosto scorso. L’operazione non avverrà mai poiché i nomadi lasceranno Marcianise nei giorni precedenti,  in assoluta autonomia e tranquillità. I nomadi lasceranno poi sul territorio parte di competenza regionale e parte di competenza comunale un vero e proprio scempio, catalogabile come discarica a cielo aperto.
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