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Cosentino-Cesaro, i segreti e il carabiniere infedele: “La pennetta è sparita”

 

CASAL DI PRINCIPE/SANT’ANTIMO. Non è in alcun modo legato a quest’inchiesta, ma il nome di Nicola Consentino, in virtù del legame con Luigi Cesaro, salta fuori in due intercettazioni contenute nell’ordinanza notificata questa mattina dai carabinieri a 59 persone.

 

La prima è una conversazione del 29 dicembre 2016 tra gli indagati Luigi Vergara a Antimo Puca “Maulone” avvenuta a bordo dell’auto di Vergara. “Ora tutte le ritorsioni si sono buttate tutte sopra ‘o Penniell … ‘o Penniell … non è stato manco … ‘o Penniell … all’ultimo a tutto … s ‘è … parliamoci chiaro..Gigì quella è sparita una pennetta .. ora ‘o Penniell .. ci stava Cosentino che diceva .. che ‘o Penniell .. perché è proprio vicino a Cosentino .. cioè ha fatto capire che con Pasquale .. era una cosa .. che lo comandava lui a questo a quello e a quello .. cioè .. la ci sta una dichiarazione di Cosentino .. che quel carabiniere che hanno trovato .. che Cosentino ha fatto trovare quella pennetta .. sopra .. alla cosa .. ti ricordi? .. ah .. e la erano i rapporti .. tra Cosentino .. tra ‘o Penniell e Pasquale .. e ci è andato a finire il carabiniere per sotto ..” dice Antimo Puca, inconsapevole di essere intercettato.

 

Dalla conversazione,emerge il ruolo di “garante” assolto da Antimo Cesaro per gli accordi sanciti insieme agli altri fratelli con il clan di Pasquale Puca ; inoltre, grazie al dialogo registrato emerge che tale “ruolo” veniva poi condizionato da un’altra vicenda riguardante il trafugamento e la successiva consegna ai soggetti indagati, da parte di un servitore infedele dello Stato, di alcuni file informatici relative attività investigative svolte dal Nucleo Investigativo di Castello di Cistema e relativi a presunti interessi tra i Cesaro e il clan.