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La piscina da film costa cara ai Belforte: boss e consorte a processo

Marcianise. Un lusso che costerà caro ai Mazzacane. L’ormai ex boss Belforte e la moglie sono attesi in tribunale a Santa Maria Capua Vetere per una piscina abusiva scoperta nella loro villa confiscata due anni fa dalla Dda di Napoli.

Salvatore Belforte, boss ergastolano detenuto al carcere di Secondigliano (ed ex pentito) e la moglie Concetta Zarrillo devono rispondere di abuso edilizio dinanzi al giudice Carmelengo per la costruzione di una piscina hollywoodiana nella villa di via Grosseto a Marcianise costruita senza alcun permesso edilizio. L’abusivismo edilizio è stato scoperto proprio dopo la confisca del bene.

La svolta c’è stata lo scorso dicembre quando gli agenti del comando di polizia municipale di Marcianise recarono in un’area di proprietà del boss alla prima traversa di via Grosseto. Nell’ispezione è emersa, su un’area di mille metri quadrati, recintata con muri perimetrali e con due ingressi carrabili (uno su via Martin Luther King e l’altro su via Grosseto), la presenza di una piscina interrata 6×4 con una casetta in mattoni parzialmente demolita, priva di copertura e con all’interno rifiuti inerti.

La piscina era totalmente abusiva in quanto era stata realizzata senza permesso a costruire. La responsabilità è stata addebitata ai due proprietari: il boss Salvatore Belforte e la moglie Maria Concetta Zarrillo, entrambi detenuti.

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