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Omicidio Piscitelli, tra i testimoni emergono nuove contraddizioni sugli orari

Cervino. Si è tenuta stamani presso la corte d’Assise d’Appello di Napoli un’altra udienza del processo relativo all’omicidio di Giovanni Piscitelli, sindaco di Cervino avvenuto nel febbraio 2008.

Ancora una volta sono emerse diverse contraddizioni, sia tra testimoni e anche in rapporto alle dichiarazioni del primo grado di giudizio.

 

Ascoltata Maria Antonietta Bocchino, moglie del geometra Franco Piscitelli, allora era la fidanzata.

La Bocchino nel suo racconto ha spiegato di essere stata lasciata con l’auto alle ore 20 e 05 a casa sua e poco dopo il futuro marito e Acanfora sarebbero andati a prendere a casa Vincenzo Vigliotti per andare a fare quella cena presso il locale Pepe Nero.

Emerge ancora una volta una difformità degli orari rispetto a quanto hanno proferito i suoceri e i parenti degli stessi.

Franco Piscitelli detto il Baffo, consultatosi con il suo avvocato, un po’ a sorpresa, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

E’ stato escusso anche l’imprenditore Vincenzo Vigliotti alias ‘o Cerruto che ha confermato che Acanfora e Franco Piscitelli lo andarono a prendere alle 20 e 15/30.

Cerruto ha detto anche quella cena era per discutere di quella nota vicenda del terreno che riguardava Acanfora ed un suo cugino.

Ha detto anche di aver saputo della morte del sindaco soltanto l’indomani mattina all’alba avvisato dalla moglie.

Tensione invece nell’escussione del testimone Vincenzo Pascarella, il falegname, incalzato dall’avvocato Giovanni De Lucia.

Praticamente l’artigiano, la cui attività è ad un tiro di schioppo dal luogo in cui dovrebbe essere avvenuto il fatto, si è trincerato dietro una serie di non ricordo, dicendo di avere una patologia. Non gli è ritornata la memoria nemmeno quando un avvocato gli ha ricordato di quella telefonata, da tabulato, che alle 19 e 25 gli arrivò sul su numero ad opera di Gennaro Vigliotti.

Un’altra testimonianza importante è stata quella del pittore Felice Nuzzo che ha dichiarato che quando tornavano da Gaeta con il Cerruto l’orario era sempre più o meno lo stesso e quel giorno non ebbero particolari problemi di traffico.

Felice Nuzzo sostiene che arrivarono tra le 19 e le 19 e 15, andando un po’ in controtendenza rispetto alla testimonianza di tale Pascarella che aveva collocato l’arrivo del furgone alcuni minuti dopo.

 

Nella prossima udienza sarà ascoltato l’imputato Pietro Esposito Acanfora.

 

Il suddetto è difeso dagli avvocati Trombetti e De Stavola, in aula anche gli avvocati della parte civile Raffaele Carfora, Renato Jappelli, per il Comune Giovanni De Lucia.

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