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La denuncia dei sindacati: “Dipendenti costretti a lavorare anche malati”

Calvi Risorta. La nota di Fiadel: “Dipendenti costretti a lavorare in precarie condizioni igienico-sanitarie e con salari non corrisposti. La Fiadel denuncia le precarie condizioni di lavoro in tema di sicurezza ed igiene, determinata da arbitrarie e sistematiche inadempienze, da parte della società, sulla normativa in materia.”

“In particolare si denuncia l’incolumità dei nostri assistiti, unitamente a quella dei cittadini, viene messa costantemente in pericolo dalla società, che omette di provvedere alla manutenzione ordinaria dei mezzi per la raccolta dei rifiuti, resi inidonei all’uso cui sono destinati quotidianamente.
I lavoratori si trovano, altresì, costretti a trasbordare, manualmente, il cumulo di rifiuti raccolti nell’arco della giornata, con tutte le conseguenze igienico sanitarie che ne discendono.
La precarietà delle condizioni dei lavoratori, che riflette inevitabilmente il malessere aziendale, si identifica inoltre nella mancata consegna dei necessari ed idonei indumenti e dispositivi di protezione (a volte, anche guanti da lavoro), atti a prevenire i possibili rischi cui sono costantemente e maggiormente esposti, vista la natura dell’attività lavorativa prestata.
Si consideri, inoltre, che la società omette di garantire ai lavoratori i servizi igienico-assistenziali da collocarsi in ogni luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro, così contravvenendo alla normativa in materia di cui al D.Lgs. n. 81/2008.

 

A causa di tale grave inadempienza aziendale, i lavoratori si trovano impossibilitati a fruire di servizi indispensabili, quale l’uso di acqua tanto per uso potabile quanto per lavarsi; nonché di locali di riposo, spogliatoi, docce, wc, lavabi; carenze sostanziali e oggettive che si riflettono sul profilo igienico sanitario non solo personale ma anche collettivo.
La precarietà nella quale versano i lavoratori, ormai consolidatasi, si riscontrano non solo sotto il profilo igienico sanitario, ma anche sotto l’aspetto economico, sostanziandosi nei sistematici ritardi nel pagamento delle retribuzioni e di istituti contrattuali previsti dal CCNL di categoria senza distinzione temporale di sorta.
Al sistematico ritardo economico si accompagna, così, l’incertezza del singolo lavoratore di conoscere l’esatto momento temporale in cui il pagamento della retribuzione avverrà.
Tale inadempimento contrattuale, e l’incertezza economica correlata si ripercuotono inevitabilmente sulla capacità del lavoratore di far fronte ai bisogni ed alle esigenze proprie e della propria famiglia, nonché a scadenze incombenti periodiche (utenze, rate di prestito per la maggior parte dei lavoratori, spese sanitarie e scolastiche) e soprattutto sulla possibilità di pianificare progetti di vita a lungo termine, attingendo a fonti di indebitamento.
Problematiche conosciute da tutti i soggetti coinvolti nell’appalto Rsu del cantiere di Calvi Risorta, a partire dall’amministrazione comunale, la quale dovrebbe farsi garante della legalità e della giustizia sociale, in qualità di Committente di una pubblica commessa.

 

Si invita quindi il Sindaco del Comune di Calvi Risorta e tutti i soggetti istituzionali coinvolti ad adottare, con sollecitudine, ogni atto e strumento necessario e di propria competenza al fine di addivenire ad una risoluzione immediata delle problematiche con espresso avvertimento che, ove tale invito rimanesse infruttuoso, ogni paventato pregiudizio ai danni dei lavoratori non potrà non imputarsi all’inerzia istituzionale ed aziendale.”