
Scisciano. Tre persone sono finite in carcere con l’accusa di essere coinvolte nell’omicidio di Ottavio Colalongo, ucciso la sera del 17 dicembre 2025 in via Giuseppe Garibaldi. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Destinatari del provvedimento sono Nicola Luongo, Antonio Covone e Antonio Aloia, ritenuti, a vario titolo, i mandanti e l’esecutore materiale del delitto. Secondo gli inquirenti, l’agguato si inserirebbe nella faida per il controllo delle attività criminali tra Scisciano, Marigliano e San Vitaliano.
Colalongo, 48 anni e con precedenti penali, sarebbe stato un punto di riferimento operativo del gruppo legato ai Filippini nell’area vesuviana. La sua eliminazione, stando alla ricostruzione investigativa, avrebbe avuto l’obiettivo di ridefinire gli equilibri sul territorio, in particolare nel settore dello spaccio di stupefacenti.
Fondamentali per le indagini sono state le immagini di videosorveglianza di un’abitazione privata che hanno immortalato l’arrivo del commando a bordo di una moto e le fasi concitate dell’azione. Dopo aver esploso i colpi, i due in sella hanno tentato la fuga ma sono caduti poco distante, forse spaventati dal passaggio di un’ambulanza scambiata per una pattuglia.
Durante la fuga sono stati abbandonati diversi oggetti ritenuti decisivi: una Honda Transalp, la pistola utilizzata per l’agguato e un marsupio contenente telefoni cellulari, chiavi – tra cui quella di una Citroen – schede telefoniche e denaro contante.
Agli indagati vengono contestati omicidio e porto illegale di arma da fuoco, con l’aggravante del metodo mafioso e della finalità di agevolare il clan di riferimento. L’inchiesta della Dda prosegue per chiarire eventuali ulteriori responsabilità.

