
MONDRAGONE. Omicidio al distributore, niente rito abbreviato: a processo l’imprenditore del mobilificio
Andrà a processo davanti alla Corte d’Assise Giancarlo Pagliaro, 68 anni, imprenditore di Mondragone e titolare del mobilificio “Franchino Home Design”, accusato dell’omicidio di Luigi Magrino, 41enne di Formia, commerciante di auto, ucciso a colpi di pistola il 28 aprile 2025 presso l’area di servizio Agip Eni Station in via Domiziana.
La decisione è stata presa dal giudice per l’udienza preliminare Daniela Vecchiarelli del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha respinto la richiesta di rito abbreviato presentata dai legali dell’imputato, gli avvocati Antonio Miraglia e Alfonso Quarto. Secondo il gup, l’istanza non è ammissibile in presenza dell’aggravante della premeditazione, contestata dal sostituto procuratore Stefania Pontillo. È stata invece esclusa l’aggravante dei motivi abietti e futili.
Il processo inizierà ad aprile davanti alla Corte d’Assise presieduta da Marcella Suma. Ammessa la costituzione di parte civile dei familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Ciro Balbo, oltre ai due figli minori di Magrino.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e condotte dai carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone, hanno ricostruito la dinamica del delitto: Pagliaro, seduto sul lato passeggero dell’auto della vittima, avrebbe esploso due colpi di arma da fuoco. Il proiettile mortale avrebbe attraversato il collo fino alla nuca. Secondo quanto emerso, l’imprenditore avrebbe poi colpito il corpo con l’arma. La pistola utilizzata, una semiautomatica calibro 6.35 Browning, sarebbe stata inizialmente una replica a salve modificata per sparare proiettili veri. L’arma non è mai stata recuperata.
Alla base dell’omicidio ci sarebbe una presunta truffa finanziaria: Pagliaro avrebbe consegnato circa 200mila euro a Magrino, convinto di poter sbloccare una polizza assicurativa da 500mila euro per far fronte a una pesante sanzione fiscale. Il mancato esito dell’operazione avrebbe innescato un’escalation di tensioni culminata nella tragedia.
Dopo il delitto, secondo gli atti d’indagine, l’imprenditore avrebbe pronunciato una frase significativa: “È successo quello che doveva succedere. Mi ha tolto la dignità di uomo e di padre”.

