
Castel Volturno. Nel giro di poche settimane si allarga ulteriormente il fronte giudiziario che coinvolge il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino. È infatti la quarta inchiesta aperta in poco più di due mesi a carico del primo cittadino. L’ultimo filone ha portato, nella giornata di venerdì, a una nuova perquisizione disposta nell’ambito di un’indagine per corruzione coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.
Nel registro degli indagati figurano cinque persone: oltre a Marrandino, Nicola Benedetto, imprenditore del settore rifiuti e vertice della Teknoservice; il suo collaboratore Giuseppe Spacone; Umberto Sementini, ritenuto intermediario nella consegna delle tangenti; e Giuseppe Magno, dipendente della stessa società.
A differenza di altre indagini, questo procedimento non riguarda le elezioni comunali del giugno 2024, ma un periodo precedente, compreso tra il 2020 e il 2021, quando l’amministrazione era guidata dall’allora sindaco Luigi Petrella, non indagato. In quegli anni Marrandino ricopriva diversi incarichi di rilievo politico-amministrativo.
Secondo l’accusa, l’inchiesta ruota attorno all’affidamento e alle proroghe del servizio di raccolta dei rifiuti comunali alla Teknoservice. Marrandino avrebbe ricevuto somme di denaro in cambio di interventi finalizzati alla liquidazione dei crediti dell’azienda e alla proroga del servizio. I carabinieri avrebbero documentato almeno due consegne di denaro avvenute a Giugliano, nei pressi di un centro commerciale, sempre a ridosso delle decisioni amministrative.
Nel corso delle indagini è stato sequestrato anche il telefono cellulare del sindaco. Questo filone si affianca ad altri procedimenti già aperti, tra cui uno per presunti affidamenti clientelari e un altro legato a presunte irregolarità elettorali, che coinvolgono amministratori locali e, tra gli altri, anche il consigliere regionale Giovanni Zannini.
Il quadro complessivo delineato dagli inquirenti restituisce una rete articolata di rapporti, favori e presunti scambi illeciti ora al vaglio della magistratura.

