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Voto e perquisizioni, setacciato il cellulare del sindaco

 

CASTEL VOLTURNO. Proseguono gli accertamenti della magistratura nell’ambito dell’indagine che coinvolge il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino. Nella giornata di venerdì 6 febbraio, su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, è stata eseguita una nuova perquisizione nei confronti del primo cittadino, nell’ambito di un procedimento che riguarda complessivamente cinque persone.

Durante le operazioni gli investigatori hanno sequestrato il telefono cellulare di Marrandino, che sarà ora sottoposto ad analisi e verifiche tecniche. Gli accertamenti mirano a ricostruire eventuali contatti, comunicazioni e flussi informativi utili a chiarire i rapporti intercorsi nel periodo oggetto di indagine, collocato tra il 2020 e il 2021, quando Marrandino ricopriva l’incarico di vicesindaco e assessore comunale nell’amministrazione guidata da Luigi Petrella, estraneo ai fatti contestati.

Oltre al sindaco risultano iscritti nel registro degli indagati Umberto Sementini, Nicola Benedetto – titolare della Teknoservice – Giuseppe Spacone, dirigente della società, e Giuseppe Magno. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti riguardano presunti episodi di corruzione legati alla gestione del servizio di igiene urbana, con particolare riferimento ad affidamenti diretti e proroghe contrattuali.

Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero tre i principali episodi oggetto di approfondimento. Uno riguarda un’ipotesi di beneficio indiretto, collegato a un’assunzione part-time avvenuta nel novembre 2020. Un secondo episodio, risalente al febbraio 2021, fa riferimento a una presunta consegna di denaro la cui effettiva destinazione è ora oggetto di verifica. Il terzo episodio riguarda una somma di 9mila euro in contanti, sequestrata nel maggio 2021 nel parcheggio del centro commerciale Leroy Merlin, prima che potesse avvenire una consegna finale.

Gli investigatori stanno ora concentrando l’attenzione sulle tempistiche delle proroghe del servizio rifiuti e sui contatti tra i soggetti coinvolti, anche alla luce dei dati che potrebbero emergere dall’analisi del telefono sequestrato. Come previsto dalla legge, per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuali pronunce definitive dell’autorità giudiziaria.

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