
Aversa. Un’esplosione improvvisa, breve e potentissima, ha spezzato il silenzio della notte aversana. Erano da poco trascorse le due tra giovedì e venerdì quando un boato secco ha fatto sobbalzare dal letto centinaia di persone. Il rumore, avvertito chiaramente nel centro storico, si è propagato ben oltre i confini cittadini, raggiungendo anche Lusciano, Carinaro e Cesa, alimentando paura e interrogativi.
Nelle ore immediatamente successive nessuna certezza. Tra i residenti si sono diffuse le ipotesi più disparate: un’esplosione accidentale, un incidente tecnico, qualcuno ha persino parlato di un aereo in volo supersonico. Solo con il passare dei giorni, e dopo un lavoro investigativo più approfondito, il quadro ha iniziato a delinearsi con maggiore chiarezza.
La svolta è arrivata nella mattinata di ieri, a distanza di circa 72 ore dai fatti. Gli agenti della Polizia Scientifica del commissariato di Aversa hanno effettuato un sopralluogo minuzioso nella centralissima piazza Vittorio Emanuele. Sul posto sarebbero state individuate tracce compatibili con la detonazione di un ordigno artigianale: una bomba carta, fatta esplodere da ignoti. Un atto volontario, dunque, che cambia radicalmente la lettura dell’episodio e apre scenari ben più preoccupanti.
L’episodio riaccende i riflettori sul tema della sicurezza urbana. Piazza Vittorio Emanuele, simbolo della vita sociale e commerciale cittadina, negli ultimi tempi è spesso finita al centro di segnalazioni legate a comportamenti incivili e situazioni di degrado. Solo nelle scorse settimane, ad esempio, alcuni passanti avevano assistito increduli a gesti indecorosi compiuti in pieno giorno, davanti a famiglie e bambini.
Ora l’esplosione notturna rappresenta un ulteriore campanello d’allarme. Le indagini sono in corso per individuare i responsabili e chiarire il movente, mentre cresce tra i cittadini la richiesta di maggiori controlli e di una presenza più incisiva delle forze dell’ordine nel cuore della città.

