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“Ho ucciso mia moglie”, ma la verità è un’altra. La telefonata dopo mix di alcol e farmaci

 

Vitulazio. Una frase sconvolgente pronunciata nel pieno centro cittadino ha fatto scattare un immediato allarme, mobilitando in pochi minuti le forze dell’ordine e i soccorsi. «Ho ucciso mia moglie»: parole pronunciate da un uomo visibilmente alterato che hanno gettato nello sconcerto passanti e residenti, inducendo i carabinieri a intervenire con la massima urgenza.

L’episodio si è verificato nelle prime ore dj ieri mattina in via Iardino. A lanciare l’allarme è stato un cittadino di origine polacca che, in evidente stato di confusione, si è presentato spontaneamente ai militari dell’Arma, sostenendo di aver commesso un omicidio. La gravità della dichiarazione ha imposto l’immediato avvio delle verifiche.

I carabinieri della stazione locale, hanno raggiunto l’abitazione indicata dall’uomo, procedendo con estrema cautela. All’interno dell’appartamento non è stato però riscontrato alcun segno di violenza né la presenza di una vittima. La presunta moglie risultava viva e non in pericolo.

Gli accertamenti successivi hanno permesso di chiarire il contesto: l’uomo avrebbe assunto farmaci in modo non corretto, associandoli all’alcol. Una combinazione che avrebbe compromesso il suo stato psichico, alterando la percezione della realtà e portandolo a convincersi di aver commesso un gesto inesistente.

Durante l’intervento, l’uomo appariva agitato e disorientato, con indumenti in disordine e difficoltà nel mantenere la calma. Per evitare che la situazione degenerasse, i militari hanno attivato il supporto sanitario, garantendo al tempo stesso una presenza costante per la tutela della sua incolumità.

Il personale del 118 ha preso in carico il soggetto, procedendo con le cure e gli accertamenti necessari. Fortunatamente, la crisi si è progressivamente attenuata, scongiurando conseguenze più gravi.

L’episodio, pur rivelatosi infondato dal punto di vista penale, evidenzia ancora una volta l’importanza della tempestività degli interventi e del coordinamento tra forze dell’ordine e servizi sanitari, capaci di trasformare un potenziale dramma in una vicenda risolta senza vittime.

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