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Omicidio risolto dopo un mese: guerra tra clan, 8 fermati

 

Scisciano/Acerra. Una nuova e importante svolta investigativa è arrivata nella notte sull’omicidio di Ottavio Colalongo, ucciso a Scisciano lo scorso 17 dicembre. I carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna, operando tra le province di Napoli e Avellino, hanno eseguito otto decreti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Le accuse contestate sono pesantissime: omicidio aggravato dalle modalità e dalle finalità mafiose.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il delitto non sarebbe stato un gesto isolato, ma l’esito di una decisione maturata ai vertici di un gruppo criminale organizzato. Gli investigatori hanno chiarito che l’agguato sarebbe stato pianificato in ogni dettaglio ed eseguito su ordine dei capi del sodalizio, attualmente già detenuti.

L’omicidio si inserirebbe in un contesto di forte tensione tra clan rivali per il controllo del territorio. In particolare, la vittima sarebbe rimasta coinvolta nello scontro tra gruppi criminali attivi nell’area di Marigliano, Scisciano e San Vitaliano, una zona da tempo considerata strategica dagli ambienti camorristici.

L’inchiesta ha inoltre permesso di delineare un quadro più ampio delle dinamiche criminali che interessano l’area nord della provincia di Napoli. Gli accertamenti hanno fatto emergere un sistema di alleanze e rapporti tra organizzazioni operanti anche nei comuni di Afragola e Acerra, con ramificazioni che si estenderebbero fino ad alcune zone della provincia di Avellino.

Le indagini proseguono per definire ulteriori responsabilità e verificare eventuali collegamenti con altri episodi di violenza. Intanto, i provvedimenti eseguiti rappresentano un passaggio decisivo nel contrasto alle organizzazioni mafiose che continuano a condizionare il territorio.

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