
Santa Maria a Vico. Continua il processo a carico di Emanuele Savino e Anna Gammella, accusati della morte della loro figlia neonata Aurora. La piccola era stata trovata senza vita nella culla nell’abitazione di famiglia situata a Santa Maria a Vico il 2 settembre del 2023. In aula, davanti alla Corte d’Assise presieduta da Marcella Suma è stato ascoltato il medico legale Giuseppe Addeo.
Quest’ultimo ha affermato che la bambina, presentava un trauma cranico facciale, ecchimosi frontali sinistre, fratture dell’orbita sinistra, varie ustioni di 1° e 2° grado in varie parti del corpo, all’altezza dell’addome sinistro, sul torace sinistro, perineo, narici, sui piedi, lungo la spina dorsale e presentava anche un vasto ematoma subdurale, oltre a ciò, aveva una polmonite interstiziale.
Il medico legale ha spiegato che la neonata è deceduta per shock cardiaco, dovuto proprio alle ustioni sul 10% del corpo, la polmonite, le fratture al cranio facciali e l’ematoma subdurale, che hanno determinato tale shock, insieme alla disidratazione e dal versamento ematico, infatti la bimba aveva perso circa 100 cl di sangue.
Per quanto riguarda la polmonite, il professionista ha affermato che c’erano evidenti segni dell’ematoma, come la sonnolenza e l’inappetenza e anche la dilatazione delle pupille. E la piccola aveva anche una insufficienza respiratoria, quindi per lui era impossibile non accorgersi che la bimba aveva la polmonite.
Per quanto riguarda invece i maltrattamenti, il medico legale ha spiegato che la piccola presentava dei lividi e delle ustioni e che doveva essere portata in ospedale subito dove il personale medico l’avrebbe tenuta sotto osservazione nella terapia intensiva e forse si poteva salvare, oltre a ciò, ha chiarito che la neonata presentava delle ecchimosi che risalirebbero a prima del suo decesso nella parte laterale del volto e sull’addome, e c’erano segni di microtraumi circolari provocati probabilmente con un oggetto dalla forma rotonda.
Per quanto riguarda invece la frattura orbitale e il trauma cranico, per lui sono stati provocati da un pugno, quindi deliberatamente picchiata. Una volta finito, è stato stabilito che il processo sarebbe continuato a febbraio e in aula si tornerà per ascoltare il perito informatico.
I due coniugi, Emanuele Savino e Anna Gammella, sono stati tratti in arresto il 14 novembre del 2023, durante le indagini condotte dai carabinieri. I militari li hanno arrestati grazie agli indizi che sono emersi a loro carico, come le chat dei cellulari posti sotto sequestro, alle testimonianze e all’autopsia.
La piccola Aurora aveva solo 45 giorni quando è stata trovata priva di vita nella sua culla. I suoi genitori hanno cercato di giustificare le ustioni sul suo corpo dicendo che erano dovute a un incidente durante il bagnetto, ma le indagini, che sono state coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno fatto emergere gli indizi che hanno poi portato i due coniugi ad essere accusati di maltrattamenti e omicidio, dando il via al processo.

