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Truffe assicurative con certificati falsi, stop al patteggiamento per 11 imputati

MARCANISE/MADDALONI/CASAL DI PRINCIPE/SANTA MARIA CAPUA VETERE. Nessun patteggiamento per undici imputati coinvolti nella maxi inchiesta sulle truffe assicurative basate su certificazioni mediche irregolari. Il giudice dell’udienza preliminare Rosaria Dello Stritto, in servizio presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha respinto le richieste di pene concordate ritenendole non proporzionate alla gravità dei fatti contestati.

La decisione è stata assunta nel corso dell’udienza del 15 gennaio 2026. Le istanze di patteggiamento, che avevano incassato anche il parere favorevole della Procura, sono state giudicate non congrue e prive di un’adeguata motivazione. Per questo motivo, il procedimento andrà avanti con la prosecuzione dell’udienza preliminare, fissata per il prossimo 25 marzo.

Avevano chiesto di definire la propria posizione con il patteggiamento Antonio Paolo Caterino, 45 anni, di Casal di Principe; Fortunata Caterino, 43 anni, di Casal di Principe; Andrea Cipullo, 58 anni, di Santa Maria Capua Vetere; Carmine D’Aniello, 40 anni, di Casal di Principe; Raffaella D’Aniello, 37 anni, di Casal di Principe; Antonietta Dello Margio, 38 anni, di Casal di Principe; Michele Del Vecchio, 51 anni, di Casal di Principe; Antimo Iuliano, 37 anni, di Marcianise; Angelo Palmiero, 56 anni, di Marcianise; Patrizia Rubino, 50 anni, di Casal di Principe; Esterina Tavoletta, 37 anni, di Casal di Principe. Tutti avevano richiesto l’applicazione delle attenuanti con pene ridotte.

Gli undici imputati sono difesi da un collegio di avvocati composto, tra gli altri, da Raffaele Ciccaglione, Anna Gargiulo, Antimo Busico, Giuseppe Stellato, Mirella Baldascino, Francesco Bocchino, Antonio Nerone, Mario Griffo, Maria Michela Maddalena Fusco, Angelo Raucci e Andrea Piccolo.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, riguarda un vasto sistema di falsi sinistri finalizzati a ottenere risarcimenti indebiti dalle compagnie assicurative. Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero stati utilizzati referti sanitari non veritieri, in alcuni casi riconducibili a medici in servizio nei pronto soccorso di Maddaloni e Marcianise. In altre circostanze, invece, la documentazione sarebbe stata prodotta da centri diagnostici risultati privi di autorizzazioni e operativi solo sulla carta.

Nel fascicolo dell’inchiesta figurano circa 1.700 certificati ritenuti irregolari. Il giro d’affari complessivo delle presunte truffe è stimato in circa 4 milioni di euro. Nel processo sono costituite parti civili diverse compagnie assicurative e anche l’ASL di Caserta, che ha chiesto il risarcimento dei danni.

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