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Share, “La Preside” batte Zelig. Successo per la storia della Carfora

San Felice a Cancello. La fiction Rai “La Preside”, serie incentrata sulla vita di Eugenia Carfora, dirigente scolastica dall’istituto Morano di Caivano, ha fatto il suo debutto ieri sera su Rai1, ed è stato un grande successo.

Nella vita reale, la Carfora, è originaria di San Felice a Cancello, mentre nella serie, il cognome e le origini sono state cambiare, infatti, la dirigente interpretata da Luisa Ranieri si chiama Eugenia Liquori e proviene da Portici, e non è l’unico cambiamento che è stato apportato, nella serie, i figli della Liquori giocano a basket, mentre nella realtà, il figlio della Carfora, Pasquale, era un calciatore che ha giocato anche nella Serie A.

E proprio questa mattina è stato diffuso lo share dei vari programmi andati in onda ieri sera. E proprio la Fiction Rai è riuscita a vincere battendo gli altri show come Zelig 30, condotto da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada. “La Preside” ha registrato ben 4.814.000 spettatori, raggiungendo uno share pari al 27,03%, mentre lo show comico andato in onda su Canale5 2.953.000 di telespettatori, raggiungendo uno share di 21,05%.

 

Oltre a Zelig 30, “La Preside” è riuscita a superare anche tutti gli altri spettacoli televisivi di ieri sera, che sono: “Boss in incognito” su Rai2 visto da 845.000 spettatori e raggiungendo così uno share del 5%. “Lo Stato delle Cose” su Rai3 invece è stato visto da 1.002.000 di telespettatori con uno share del 6,3%. Su Italia1 è andato in onda il film con protagonista Keanu Reeves “John Wick” con 880.000 spettatori e realizzando il 4,7% di share. “Quarta Repubblica” su Rete4 ha raggiunto 743.000 spettatori e il 5.5%.

Di seguito le parole di Eugenia Carfora, la dirigente che grazie al suo coraggio e determinazione è divenuta simbolo di riscatto:

“Nel 2007 sono arrivata a Caivano in un istituto comprensivo del primo ciclo. Desideravo essere proprio lì, perché è in quel segmento che gli studenti sono più fragili e io volevo renderli educarli e renderli forti da piccoli. Poi, quando le mie azioni hanno cominciato a creare scompiglio, mi dissero “forse è meglio che vada altrove”. In quel momento incontrai un mio alunno che mi disse: “Se te ne vai, io verrò da te”. Quelle parole mi hanno dato la forza di continuare e non arrendermi. Così, anni dopo, nel 2013, arrivai all’Istituto “Morano” a Caivano. Anche in quella scuola il problema principale era la dispersione scolastica. Da mesi ero impegnata per rendere la scuola bella, pulita e accogliente. Tutti dicevano che era sporca, che non si poteva fare nulla. Un giorno, vedendo che la scuola era silenziosa e i ragazzi non venivano, ho deciso di scendere in strada. Volevo solo sfogare la rabbia, ma poi alzando gli occhi ho visto una signora che stendeva i panni, mi ha riconosciuta, mi ha salutata e mi ha fatto salire in casa sua. In quel momento ho sentito un’accoglienza che non avevo mai percepito da parte delle istituzioni. Da quel giorno ho capito che dovevo arrivare prima dei ragazzi, prima delle lettere, prima delle assenze. Perché a pensare solo alle pratiche burocratiche, rischiamo di perdere un giovane che nel mentre ha già deciso di andare altrove”.

 

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