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Finti rider per rubare in casa e truffare, 38 arresti. Le vittime sono 150

 

Aversa/Casoria. Un’indagine imponente, durata oltre un anno, ha portato all’esecuzione di una vasta operazione contro una rete criminale specializzata in furti in abitazione e reati connessi. In data odierna, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 38 soggetti ritenuti gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata ai furti in abitazione, alla ricettazione e a truffe aggravate, soprattutto ai danni di persone anziane.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, hanno preso avvio a seguito di un furto in abitazione avvenuto a Casoria e si sono sviluppate tra giugno 2023 e ottobre 2024. L’attività investigativa ha consentito di mettere a sistema oltre cento notizie di reato, emerse dalle numerose denunce presentate dalle vittime alle forze dell’ordine operanti sul territorio.

Attraverso un complesso lavoro investigativo, supportato anche da attività tecniche, gli inquirenti sono riusciti a identificare sette distinti gruppi criminali, tra loro permeabili, composti complessivamente da 38 persone, stabilmente dedite ai furti in abitazione nelle province di Napoli, Caserta, Benevento, Salerno e Avellino, ma anche nelle province di Roma e Frosinone. Ricostruiti circa 150 episodi delittuosi, tra cui 40 furti consumati, 3 tentati, 92 tentativi non riusciti, 8 ricettazioni e 3 truffe realizzate con la cosiddetta “tecnica dello specchietto”, per un profitto stimato in oltre 105 mila euro.

I malviventi operavano con modalità collaudate: vedette posizionate all’esterno, ingresso negli appartamenti con chiavi alterate o universali e, nei casi più complessi, asportazione delle casseforti tramite l’uso di flex. Per eludere i controlli, si allontanavano a bordo di veicoli dotati di vani nascosti e, in alcune circostanze, agivano travestiti da rider per la consegna di cibo a domicilio.

Nel corso delle indagini sono stati effettuati anche arresti in flagranza e recuperata parte della refurtiva. Il provvedimento eseguito resta una misura cautelare e gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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