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Fortino dello spaccio nelle palazzine, 17 indagati. I nomi

 

SANTA MARIA CAPUA VETERE/MARCIANISE/SAN CIPRIANO. Nate con l’obiettivo di offrire un alloggio dignitoso e a costi sostenibili alle fasce più fragili della popolazione, alcune palazzine di edilizia popolare si sarebbero progressivamente trasformate, in determinati contesti, in luoghi funzionali ad attività criminali. Spazi che, secondo le indagini, sarebbero stati utilizzati come basi logistiche per lo spaccio di stupefacenti e per altri traffici illeciti. Una realtà non circoscritta al solo territorio sammaritano, ma presente in diverse aree del Paese, che torna oggi al centro dell’attenzione giudiziaria locale.

Una recente inchiesta condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta ha infatti portato la Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Pierpaolo Bruni, a iscrivere nel registro degli indagati 17 persone. Le accuse, a vario titolo, riguardano spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e favoreggiamento personale.

L’attività investigativa ha ricostruito un presunto sistema di traffico di droga attivo nell’hinterland casertano, inserito in un contesto più ampio che evidenzierebbe il ruolo sempre più rilevante della criminalità albanese. Un fenomeno che, secondo gli inquirenti, non si limiterebbe ai canali di rifornimento di grandi quantitativi di stupefacenti – spesso collegati alla ’ndrangheta calabrese – ma si estenderebbe anche alla gestione diretta dello spaccio al dettaglio sui territori.

Sono finiti sotto indagine Eljon Muca, 46enne sammaritano; Festim Pashaj, 54enne residente a San Cipriano; Ariedin Muca, 37enne di San Tammaro; Hajrije Rahman, 31enne di Marcianise; Eduart Rena, 28enne di San Tammaro; Sefer Velu, 35enne; Enriko Muca, 21enne; Vincenzo Santone, 41enne; Ivan Viggiano, 43enne; Roberto Toscano, 53enne; Chiara Rega, 72enne; Palmerino Tagliaferri, 43enne, tutti di Santa Maria Capua Vetere. A loro viene contestato lo spaccio di droga, con cessioni che sarebbero avvenute tra il 2022 e il 2024 nei comuni di Santa Maria Capua Vetere, Caserta, Curti, San Tammaro, Maddaloni, Capua e San Prisco.

Nell’elenco figura anche Domenico Talento, 53enne, accusato di ricettazione e detenzione illegale di armi: secondo l’accusa, in un’area dei palazzi Iacp nella sua disponibilità sarebbero state nascoste tre pistole semiautomatiche, due giubbotti antiproiettile e 25 cartucce, rinvenute nel marzo di tre anni fa. Mihai Memet, 50enne, Giovanni Barracano, 26enne, e Giuseppe Panarella, 58enne, rispondono invece di favoreggiamento. Il primo avrebbe intestato alcune sim per conto di Eljon Muca, mentre gli altri due avrebbero fornito dichiarazioni ritenute false agli investigatori sull’acquisto di droga.

La Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Ora si attende la decisione sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.

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