
CASTEL VOLTURNO. Ore cruciali per il caso della donna di 33 anni deceduta il 27 dicembre all’ospedale Pineta Grande di Castel Volturno, a quattro giorni dalla violenta aggressione subita dall’ex compagno. La vittima, Linda Iyekeoretin, era stata colpita ripetutamente alla testa con un oggetto poi identificato come il manico di una scopa.
L’aggressione risale al 23 dicembre. La donna era stata trovata agonizzante nel cortile della villetta dove vive l’ex compagno, Alfred Bright, 32 anni. A lanciare l’allarme erano stati alcuni vicini, richiamati dalle urla e dai rumori di una lite. All’arrivo della polizia, la 33enne era priva di sensi e immersa in una pozza di sangue. L’uomo si trovava sul posto con un polso fasciato e i vestiti sporchi di sangue.
Bright era stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e successivamente trasferito in carcere dopo la convalida del fermo da parte del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La difesa è affidata all’avvocato Giuseppe Sparaco.
Nonostante il decesso della donna, la Procura ha atteso l’esito dell’autopsia prima di procedere alla contestazione di un’eventuale nuova imputazione. L’esame medico-legale, in programma per il 13 gennaio, dovrà chiarire le cause esatte della morte e accertare il rapporto diretto tra le lesioni riportate e il decesso.
In casi come questo, infatti, il nesso causale tra aggressione e morte non può essere dato per automatico. Saranno i risultati dell’autopsia a stabilire se i traumi siano stati direttamente letali o se il decesso sia avvenuto per complicanze successive, elementi decisivi per una possibile riqualificazione del reato da tentato omicidio a omicidio volontario o ad altra fattispecie penale.

