
Cancello Scalo. Un territorio che è davvero il fanalino di coda della provincia di Caserta, una zona da sempre sottovalutata e messa in disparte. Urge davvero un’azione più concreta e una rappresentanza più qualificata per farsi sentire a livello sovracomunale.
Questa mattina è stata pubblicata una nota molto dura quella di stamani del comitato ‘Vivere’ di Cancello Scalo in merito alla situazione inquinamento:
“Il 2025 si è chiuso nel peggiore dei modi: l’aria che respiriamo è diventata un pericolo certificato.
I dati ufficiali ARPAC al 31/12/2025 parlano chiaro: 47 sforamenti di PM10 registrati dalla centralina di Cancello Scalo. Il limite di legge è di 35.
La situazione sta precipitando: 2023: 27 sforamenti | 2024: 31 sforamenti | 2025: 47 sforamenti!
UN PROBLEMA SENZA CONFINI: Esaminando i dati ARPAC, appare evidente che l’inquinamento non riguarda solo San Felice a Cancello, ma coinvolge l’intero comprensorio. È un’emergenza territoriale che richiede l’intervento immediato della Regione Campania con un piano d’azione serio e sistemico.
Allo stesso tempo, crediamo che le istituzioni locali preposte, nei limiti loro consentiti, debbano e possano fare di più.
Per questo, le domande che poniamo con forza all’amministrazione sono chiare: Perché non è stata messa in campo nessuna azione concreta per limitare e gestire il traffico (soprattutto quello pesante) che soffoca Cancello Scalo? Perché i fondi della Regione Campania destinati al ristoro ambientale per il termovalorizzatore di Acerra non vengono ancora impiegati per la riduzione dell’inquinamento a Cancello?
Nonostante le oltre 1.000 firme e due richieste di Consiglio Comunale straordinario, il Comune tace. L’ordinanza del Sindaco del 15 Dicembre 2025 è stata solo un atto dovuto che non ha mitigato affatto i fumi e le polveri sottili.
Noi non ci fermiamo. La partecipazione civica è l’unica speranza per riaccendere l’impegno e restituirci un futuro migliore”.

