Gioia Sannitica. Emergenza colera, registrato il primo caso nel Matese.
La drammatica scoperta è stata fatta in un’azienda agricola posta ai piedi del Matese. I veterinari dell’Asl, avrebbero trovato e isolato il vibrione del colera in un animale morto giorni fa, un vitello. Il vibrione del colera è batterio Gram negativo a forma di virgola.
Fatta la scoperta è scattata subito la procedura che è prevista nel protocollo sanitario. L’azienda si è ritrovata costretta a fermarsi per gli accertamenti.
Ieri mattina, sul posto sono sopraggiunte diverse squadre di ispettori dell’Asl. Per diverse ore medici e altri tecnici hanno lavorato sul caso mantenendo massimo riserbo sui risultati che hanno ottenuto.
Sfortunatamente non ci sono molte informazioni relative alla vicenda, e tale assenza di informazioni non permette di fare chiarezza su ciò che sta accadendo. Anche se, stando ad alcune indiscrezioni trapelate verso sera, pare che l’allarme sia rientrato e che non ci sia pericolo per gli esseri umani, dato che l’unico animale infetto è quello morto.
Al momento non si sa come abbia fatto quel batterio a finire nell’animale, il vitello morto, così come non si sa con certezza se sono stati contagiati altri animali e il personale dell’azienda.
Una situazione che potrebbe degenerare, il batterio prolifera nelle acque oltre che nell’intestino, e dato che l’azienda in questione si estende lungo il fiume Volturno, questo potrebbe far finire il batterio in quelle acque e così proliferare e infettare altri animali e persone anche.
Al momento i dipendenti dell’azienda, in gran parte immigrati provenienti dall’India, sono sotto osservazione e sottoposti ai necessari accertamenti.
Come detto, il vibrione è un batterio Gram negativo che rappresenta un pericolo per l’uomo. In generale le infezioni da vibrioni sono trasmesse all’uomo per contatto diretto con l’ambiente acquatico o indirettamente attraverso il consumo di cibo o acqua contaminata.
Il colera classico si manifesta con sintomatologia variabile da lieve diarrea acquosa e grave diarrea ad “acqua di riso” accompagnata da segni di disidratazione che può portare al collasso cardio-circolatorio.
Se non si interviene subito con un adeguato intervento terapeutico la mortalità può raggiungere il 50%, mentre l’impiego di una terapia reidratante la riduce al di sotto dell’1%.
I vibrioni non colerici solitamente provocano infezioni meno dannose. Ma tali patogeni però possono comunque determinare gravi diarree e infezioni extraintestinali.
Vibrione parahaemoliticus provoca sintomatologia lieve, a carattere prevalentemente gastroenterico.
Vibrione vulnificus può infettare le ferite e determinare gravi setticemie soprattutto se colpisce soggetti immunocompromessi.
Spesso in soggetti sani il consumo di alimenti contaminati da Vibrione vulnificus determina sintomi enterici.