Skip to main content

False dichiarazioni per l’apertura del distributore, condanna per l’imprenditore Salzillo

Marcianise. Nuova grana per il patron di Ewa Vincenzo Salzillo. In queste ore sono state depositate le motivazioni con cui il mese scorso la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dal 60enne imprenditore originario di Marcianise e attivo nel settore carburanti.

 

I difensori di Salzillo avevano presentato ricorso  contro la decisione della Corte di Appello di Campobasso che lo aveva condannato per il reato di falso, concedendogli comunque il beneficio della pena sospesa. Salzillo era accusato di aver attestato falsamente di essere immune da carichi pendenti in una dichiarazione sostituiva per ottenere la voltura di una licenza per la gestione di un impianto di carburanti in Molise a favore della sua società, l’Ewagrill.

L’imprenditore si è appellato alla Suprema Corte sostenendo che la pratica era stata istruita dai suoi dipendenti e che lui non si era reso conto firmando dell’inesattezza e che si trattava di condanne non ostative anche perchè in Molise l’apertura dei distributori era consentita anche a chi aveva carichi pendenti. La Suprema Corte ha rigettato totalmente il suo ricorso, condannandolo anche al pagamento delle spese legali: non ci saranno però ricadute ulteriori, visto che il beneficio della sospensione della pena decretato in Appello.