Ennesima aggressione in ospedale, infermiere preso a schiaffi

Di 7 Novembre 2026Cronaca, Napoli Nord

Giugliano. Nuovo episodio di violenza ai danni del personale sanitario all’interno di una struttura ospedaliera. Un infermiere in servizio presso il Pronto Soccorso dell’ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania sarebbe stato aggredito durante la notte da un uomo, che dopo averlo colpito al volto con uno schiaffo si sarebbe rapidamente allontanato, facendo perdere le proprie tracce. A diffondere la notizia sui social è stata l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, da tempo impegnata nel denunciare e documentare gli episodi di violenza che coinvolgono medici, infermieri e operatori sanitari nelle strutture ospedaliere del territorio.

Secondo quanto ricostruito, l’aggressore sarebbe un parente di un paziente ricoverato o comunque presente nella struttura. L’uomo avrebbe raggiunto l’infermiere e, per motivi che restano da chiarire, lo avrebbe colpito con uno schiaffo al volto, prima di allontanarsi. Sull’accaduto è intervenuta la Polizia di Stato, allertata per quanto successo all’interno del Pronto Soccorso. Gli agenti hanno raccolto la testimonianza dell’operatore sanitario, che ha riferito di essere stato colpito dall’uomo. Sono attualmente in corso gli accertamenti da parte del Commissariato di Frattamaggiore, competente per le indagini, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’episodio e risalire all’identità del responsabile.

L’ennesima aggressione riporta al centro dell’attenzione il problema della sicurezza negli ospedali e delle condizioni in cui medici, infermieri e personale sanitario sono costretti a svolgere quotidianamente il proprio lavoro, spesso a contatto con situazioni di forte tensione. I numeri diffusi da Nessuno Tocchi Ippocrate delineano un quadro preoccupante: quella avvenuta al San Giuliano rappresenterebbe la sedicesima aggressione registrata nel 2026 all’interno del nosocomio di Giugliano. Il bilancio complessivo sale invece a 37 episodi tra le Asl Napoli 1 e Napoli 2 dall’inizio dell’anno.

Un nuovo caso che riaccende il dibattito sulla necessità di garantire maggiore tutela a chi lavora in prima linea nell’assistenza ai pazienti, soprattutto nei Pronto Soccorso, dove gli operatori sanitari dovrebbero poter svolgere il proprio servizio senza subire minacce o violenze.

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