Lavoratori davanti all’Asl per difendere gli stipendi: ore di tensione e disagi al traffico

Protesta all’Asl, bloccato il cambio di appalto: arriva la proroga fino al primo dicembre

AGGIORNAMENTO. Prima svolta nella vertenza dei lavoratori del servizio di sorveglianza attiva antincendio dell’Asl di Caserta. Dopo la protesta di questa mattina, è stato bloccato il passaggio di cantiere previsto per il 9 novembre. La gestione resterà alla società uscente Services Group, che ha ottenuto una proroga fino al 1° dicembre 2026. Il rinvio consentirà all’azienda subentrante Elisicilia di approfondire le questioni economiche e contrattuali ancora aperte e valutare possibili soluzioni. Un primo risultato per i lavoratori, anche se la vertenza non è ancora definitivamente risolta.

CASERTA. Una protesta davanti alla sede dell’Asl di Caserta, lavoratori in presidio e ripercussioni sulla circolazione stradale, con rallentamenti anche lungo via Unità d’Italia. È stata una mattinata particolarmente movimentata quella di oggi, venerdì 6 novembre, per i dipendenti impegnati nel servizio di sorveglianza attiva antincendio presso le strutture dell’azienda sanitaria casertana.

I lavoratori si sono ritrovati davanti agli uffici dell’Asl per manifestare la propria preoccupazione rispetto al cambio di appalto e alle conseguenze che il passaggio alla nuova gestione potrebbe avere sui loro stipendi e sulle condizioni contrattuali.

La mobilitazione, sostenuta dal sindacato SEAL, aderente alla Confsal, ha portato la vertenza direttamente all’attenzione dei vertici dell’azienda sanitaria. Diversi dipendenti hanno presidiato l’ingresso della struttura, chiedendo risposte concrete e garanzie sul futuro occupazionale.

Il confronto con l’Asl e l’attesa dei lavoratori

Nel corso della protesta si sono registrati contatti e confronti con i rappresentanti dell’azienda sanitaria. Secondo quanto riferito dai lavoratori presenti, dall’interno della struttura sono scesi anche rappresentanti sindacali e segretari, mentre si attendevano ulteriori sviluppi del confronto.

La situazione ha fatto registrare un primo movimento dopo ore di attesa. È stata prospettata una conferenza con l’azienda subentrante, con un successivo aggiornamento indicato per le ore 15.

Un passaggio accolto come un primo segnale positivo dai manifestanti, che hanno sottolineato come proprio la mobilitazione abbia contribuito a riaprire il dialogo. Nessuna soluzione definitiva, però, risultava ancora raggiunta al momento delle ultime informazioni disponibili.

Il nodo degli stipendi e dei buoni pasto

La vicenda nasce dall’incontro del 5 novembre tra la società uscente Services Group, i rappresentanti del raggruppamento aggiudicatario e le organizzazioni sindacali.

Secondo la denuncia della SEAL Confsal, la nuova gestione avrebbe manifestato l’intenzione di applicare condizioni economiche peggiorative rispetto a quelle attualmente riconosciute al personale.

Uno dei punti maggiormente contestati riguarda il mancato riconoscimento dei buoni pasto, per un valore indicato dal sindacato in 180 euro, oltre all’applicazione di un differente contratto collettivo e di livelli di inquadramento ritenuti penalizzanti.

I lavoratori temono dunque una riduzione complessiva delle retribuzioni, nonostante l’impegno all’assorbimento prioritario del personale già impiegato nell’appalto.

Il sindacato diffida Asl e So.Re.Sa.

La SEAL Confsal ha trasmesso una formale diffida all’Asl di Caserta, a So.Re.Sa. e al raggruppamento aggiudicatario, richiamando il rispetto della clausola sociale e delle disposizioni contenute nel capitolato speciale d’appalto.

Il sindacato contesta inoltre quella che ritiene un’insufficiente azione di vigilanza da parte della committenza, chiamata a garantire il rispetto degli obblighi previsti dalla procedura di affidamento.

La documentazione è stata indirizzata anche alla Prefettura di Caserta. A sottoscrivere le iniziative sindacali sono Michele De Luca e Giuseppe Savio, insieme al rappresentante sindacale aziendale Nicola Costanzo.

Proclamato lo stato di agitazione, possibile sciopero

Nel frattempo è stato formalmente proclamato lo stato di agitazione del personale, con l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione.

La richiesta è quella di una convocazione urgente delle parti per trovare un’intesa che scongiuri il peggioramento delle condizioni economiche dei dipendenti.

In mancanza di risposte soddisfacenti, il sindacato non esclude ulteriori iniziative di protesta, compreso lo sciopero, oltre alle possibili azioni giudiziarie.

Il presidio di questa mattina rappresenta dunque un primo momento di mobilitazione pubblica di una vertenza che resta aperta. L’attenzione si concentra adesso sull’esito del confronto con l’azienda subentrante e sulle garanzie che potranno essere fornite ai lavoratori.

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