
Caserta. Uno sguardo che osserva, rassicura e soprattutto protegge. È questo il messaggio al centro del Calendario Storico 2027 dell’Arma dei Carabinieri, presentato questa mattina presso il Comando Provinciale di Caserta (quasi contemporaneamente all’evento nazionale) dal colonnello Federico Scarabello, nuovo comandante provinciale, da poco insediatosi. Al suo fianco il tenente D’Alessandri e il comandante della stazione luogotenente Antonio Coppola
L’incontro con gli organi di informazione è stato l’occasione per illustrare la nuova pubblicazione, giunta alla 94ª edizione, che quest’anno porta il titolo «Gli sguardi che proteggono». Un viaggio attraverso i volti e gli occhi delle donne e degli uomini dell’Arma, impegnati quotidianamente nella tutela della sicurezza e nella vicinanza ai cittadini.
Una tradizione che si rinnova, dunque, mantenendo intatto il suo valore simbolico e culturale. Il calendario, infatti, non rappresenta soltanto un appuntamento annuale, ma costituisce uno strumento attraverso il quale l’Arma racconta la propria identità, la sua evoluzione e il legame con la popolazione.
Scarabello: «Lo sguardo non mente»
Il comandante provinciale ha spiegato il significato della scelta artistica, sottolineando come quest’anno si sia deciso di privilegiare la fotografia rispetto ai disegni e alle illustrazioni delle precedenti edizioni.
Una scelta non casuale, ma legata alla volontà di raccontare con maggiore immediatezza la realtà del servizio quotidiano. Le immagini restituiscono momenti autentici, nei quali il rigore professionale si accompagna all’attenzione verso le persone.
«Quest’anno c’è stata una scelta stilistica diversa e si è scelto di puntare sulla fotografia», ha spiegato Scarabello, evidenziando come questa impostazione voglia trasmettere concretezza e favorire un’immersione nella realtà.
Particolarmente significativo il passaggio dedicato al tema centrale del calendario: «Lo sguardo è lo specchio dell’anima. Lo sguardo non mente».
Per il colonnello, osservare significa anche proteggere, essere presenti e riconoscere le necessità delle persone. Un concetto che riassume la missione quotidiana dei Carabinieri e il loro rapporto con le comunità.
«Non è un oggetto prettamente estetico, il nostro calendario ha un significato ben più profondo», ha aggiunto il comandante, ricordando il lavoro e l’impegno che accompagnano ogni edizione.
Dodici mesi tra volti, reparti e specialità
A firmare gli scatti è il fotografo freelance Franco Cappellari, che ha immortalato dodici realtà operative dell’Arma, valorizzando soprattutto gli sguardi dei protagonisti.
Dalle Stazioni territoriali alle gazzelle del Radiomobile, dai Carabinieri Forestali alle unità cinofile, fino ai reparti a cavallo, al Servizio Navale, ai Corazzieri, agli elicotteristi e agli specialisti del RIS e del GIS: le immagini raccontano le molteplici attività dell’Istituzione, unendo professionalità e umanità.
Ogni tavola mensile propone una prospettiva diversa, mettendo in evidenza sia gli uomini e le donne impegnati nei servizi di prossimità sia coloro che operano in contesti altamente specialistici.
Un mosaico che comprende anche la tutela del patrimonio artistico, la salvaguardia dell’ambiente, il controllo del territorio e gli interventi nelle situazioni di maggiore emergenza.
Al centro rimane sempre la persona, con uno sguardo capace di esprimere determinazione, attenzione, disponibilità e senso del dovere.
Le firme di Cazzullo, De Bortoli e Vespa
Ad accompagnare le fotografie sono i contributi di tre importanti firme del giornalismo italiano.
Aldo Cazzullo firma la prefazione, ripercorrendo alcuni momenti fondamentali della storia repubblicana, dalla lotta al terrorismo al contrasto della criminalità organizzata, ricordando figure come il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e i militari caduti a Nassiriya.
Ferruccio De Bortoli e Bruno Vespa accompagnano invece le tavole mensili con racconti e riflessioni dedicati ai diversi reparti, alle specialità e ai compiti svolti quotidianamente dai Carabinieri.
De Bortoli si sofferma, tra gli altri, sul lavoro delle Stazioni, delle pattuglie del Radiomobile, delle unità cinofile e dei Carabinieri Forestali. Vespa racconta invece le attività dei motociclisti, degli incursori del GIS, dei Corazzieri e degli specialisti delle investigazioni scientifiche.
Il risultato è un racconto che affianca alle immagini riflessioni sulla storia, sulle competenze e sul ruolo sociale dell’Arma, contribuendo a valorizzare anche quelle attività che spesso si svolgono lontano dai riflettori.
Un simbolo conosciuto anche all’estero
Il Calendario Storico rappresenta una tradizione consolidata, con una diffusione che supera il milione di copie. La pubblicazione viene tradotta in otto lingue straniere: inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, giapponese, cinese e arabo, oltre che in sardo e friulano.
Un successo editoriale che testimonia quanto il calendario sia diventato, nel corso dei decenni, un elemento riconoscibile della cultura nazionale, capace di raggiungere anche le comunità italiane all’estero.
Nel corso della presentazione è stata illustrata anche l’Agenda 2027, che riprende i temi e le storie del calendario, con un’introduzione firmata da Aldo Cazzullo.
L’appuntamento di questa mattina, organizzato in contemporanea con le presentazioni nelle altre sedi dell’Arma, ha rappresentato anche un momento di confronto tra il nuovo comandante provinciale Scarabello e la stampa casertana.
Lo stesso colonnello ha ricordato come il calendario costituisca da sempre un simbolo della cultura popolare italiana, presente nelle abitazioni, negli uffici e nei luoghi di lavoro.
Un’edizione che, attraverso la forza delle immagini e delle testimonianze, vuole trasmettere un messaggio semplice ma significativo: la sicurezza nasce anche da uno sguardo attento, dalla presenza costante e dalla capacità di essere vicini ai cittadini.

