
SAN CIPRIANO D’AVERSA. Acquisti decisi liberamente, senza minacce né richieste imposte. È quanto hanno riferito due imprenditori di Casaluce durante l’udienza del processo sul presunto sistema estorsivo legato alla commercializzazione di gadget pubblicitari nell’agro aversano. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’attività sarebbe stata organizzata nell’interesse del clan dei Casalesi.
Davanti ai giudici è comparso prima il titolare di un bar tabacchi, attualmente impegnato anche nella gestione di un esercizio a Teverola. Il testimone ha confermato di essersi rifornito, nel corso degli anni, di articoli promozionali destinati alla propria attività commerciale. Ha tuttavia escluso che gli acquisti fossero stati determinati da pressioni o da interferenze nella scelta dei fornitori.
Sulla stessa linea la deposizione di un imprenditore edile, residente a Casaluce. L’uomo ha spiegato di destinare alla pubblicità una somma di circa 500 euro, suddivisa tra più venditori. Alternava gli interlocutori per cercare di accontentare tutti, mantenendo però, secondo quanto dichiarato in aula, piena autonomia nelle proprie decisioni.
Le due testimonianze sono state acquisite dalla prima sezione collegiale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. A presiedere il collegio è Sergio Enea, affiancato dalle giudici Norma Cardullo e Federica Gaia Cuccurullo. Il dibattimento riprenderà nel mese di febbraio.
Il procedimento viene indicato come relativo a sedici imputati. Nell’elenco riportato figurano Corrado De Luca, 58 anni, di San Cipriano d’Aversa, detenuto da tempo; Gianluca Alemanni, 38, di San Marcellino; Giovanni Apicella, 60, di Gricignano d’Aversa; Nicola Buompane, 66, di Aversa; Giacomo Cacciapuoti, 50, di Frignano; Roberto Cesaro, 51, di Casal di Principe; Nunzio Clarelli, 46, di Villa di Briano; Augusto De Luca, 71, di San Cipriano d’Aversa; Massimiliano Di Fusco, 58, di Aversa; Nicola Di Tella, 52, di Casaluce; Giuseppe Esposito, 66; Michele Frondella, 55, di Frignano; Aurelio Oliva, 36, originario di Aversa; Agostino Paciello, 38, di Casaluce; Massimo Diana, 47, di San Cipriano d’Aversa.
Le dichiarazioni raccolte saranno valutate nel corso del dibattimento, insieme agli altri elementi processuali, chiamato ad accertare le contestazioni formulate dall’accusa e le singole responsabilità degli imputati.

