In cella dopo morte sospetta e abusi choc. Ecco quanto deve scontare

PIEDIMONTE MATESE. Dovrà scontare una pena complessiva di 7 anni e 2 mesi di reclusione un uomo di 53 anni, residente nel Casertano e già conosciuto dalle forze dell’ordine, destinatario di un provvedimento di cumulo pene eseguito nella mattinata di oggi dai carabinieri della Stazione di Piedimonte Matese.

L’ordine di carcerazione è stato emesso lo scorso 30 ottobre dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli e riguarda una serie di condanne divenute definitive per gravi reati commessi nell’arco di oltre vent’anni.

Le vicende giudiziarie risalgono infatti al periodo compreso tra il 1995 e il 2018 e interessano diversi comuni della provincia di Caserta, tra cui San Potito Sannitico, Piedimonte Matese, Castello del Matese e Villa Literno.

Particolarmente pesante il quadro dei reati per i quali sono intervenute le sentenze definitive. Tra questi figurano maltrattamenti contro familiari, violenza sessuale, morte come conseguenza di altro reato e omicidio colposo.

Una serie di procedimenti giudiziari che, una volta conclusi, hanno portato all’unificazione delle pene attraverso il provvedimento disposto dall’autorità giudiziaria napoletana.

Ricevuto l’ordine, i militari dell’Arma hanno avviato le attività necessarie per rintracciare il destinatario e procedere all’esecuzione della misura restrittiva.

Il 53enne è stato individuato dai carabinieri di Piedimonte Matese e, dopo essere stato accompagnato negli uffici per gli adempimenti previsti, è stato trasferito presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

All’interno dell’istituto penitenziario dovrà espiare la pena complessiva stabilita dal provvedimento di cumulo, che riunisce le diverse condanne definitive pronunciate nei suoi confronti.

 

L’operazione rientra nelle attività svolte quotidianamente dall’Arma dei carabinieri per garantire l’esecuzione delle disposizioni dell’autorità giudiziaria, oltre ai consueti servizi di prevenzione e controllo del territorio.

 

Un intervento che riguarda dunque la fase conclusiva di un lungo percorso giudiziario, caratterizzato da procedimenti relativi a fatti verificatisi in un periodo di oltre due decenni.

Dell’avvenuta esecuzione del provvedimento restrittivo è stata infine informata la competente autorità giudiziaria.

 

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