
L’aggiornamento
Cancello Arnone/Castel Volturno. Sono otto le persone coinvolte nell’operazione eseguita dalle prime ore di questa mattina dai Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli e del Comando provinciale di Caserta. Il comunicato della Procura di Napoli precisa così il numero dei destinatari delle misure cautelari: si tratta di imprenditori e dipendenti ritenuti, a vario titolo, responsabili di ipotesi di associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale.
Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli, che ha accolto parzialmente la richiesta della Direzione distrettuale antimafia. L’indagine, condotta dai NOE di Napoli e Caserta insieme alla Compagnia dei Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere, è iniziata nel settembre 2024 ed è proseguita per circa un anno. Gli investigatori si sono avvalsi di intercettazioni, riprese video e pedinamenti.
Secondo la ricostruzione investigativa, gli accertamenti sono partiti da un controllo del NOE di Caserta e della Stazione dei Carabinieri di Grazzanise. Su terreni nel territorio di Cancello e Arnone sarebbe stato trovato materiale scuro e maleodorante, poi individuato come fanghi derivanti dal trattamento dei reflui industriali di aziende conserviere. La natura del materiale sarebbe stata verificata anche da tecnici dell’ARPAC Campania.
Le indagini avrebbero ricostruito il percorso dei fanghi provenienti da un impianto di recupero di rifiuti speciali non pericolosi con sede a Castel Volturno. Gli scarti, prodotti da diverse aziende conserviere del Salernitano, sarebbero stati dichiarati recuperati e trasformati, almeno documentalmente, in “terreno riciclato”, dopo aver perso la qualifica di rifiuto. In realtà, sostiene l’accusa, non sarebbero stati sottoposti a un effettivo processo di recupero e sarebbero stati scaricati su terreni agricoli dell’agro aversano, poi arati e seminati.
Gli investigatori avrebbero inoltre registrato accessi all’impianto di veicoli, anche non autorizzati, con carichi di inerti da demolizione, scaricati senza trattamento su terreni circostanti per livellare i fondi. Il sistema contestato si sarebbe basato anche sulla classificazione fittizia dei rifiuti e su documenti che li attestavano falsamente come materia prima seconda.
Per due indagati è stato disposto il divieto temporaneo di esercitare attività d’impresa nel settore dei rifiuti; per altri sei il divieto di dimora nella provincia di Caserta. È stato inoltre disposto il sequestro preventivo di 1,53 milioni di euro e di beni immobili e mobili della società, dei mezzi utilizzati per i trasporti e dei terreni agricoli interessati dagli sversamenti, già sottoposti a misura ablativa d’urgenza del pubblico ministero.
La Procura precisa che si tratta di misure adottate nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
Il primo lancio
Castel Volturno. Operazione dei Carabinieri del NOE per inquinamento ambientale
È in corso dalle prime ore di questa mattina, con avvio intorno alle 6, un’operazione dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico (NOE) nell’area di Castel Volturno e in alcuni comuni limitrofi. I militari stanno eseguendo misure cautelari nei confronti di dieci persone, tra cui esponenti della famiglia Natale, nell’ambito di un’indagine per presunti reati di inquinamento ambientale.
Le attività sono ancora in corso e, al momento, non sono stati diffusi ulteriori dettagli ufficiali sulle contestazioni, sulle condotte oggetto degli accertamenti o sui luoghi interessati dagli interventi. L’inchiesta riguarda il territorio compreso tra Castel Volturno e i comuni vicini, un’area da tempo al centro dell’attenzione per le criticità ambientali e per le attività di controllo sulla gestione dei rifiuti.
I Carabinieri del NOE stanno operando sul territorio per dare esecuzione ai provvedimenti e svolgere gli adempimenti connessi all’attività investigativa. Le misure sono state disposte nell’ambito di un procedimento ancora in fase di indagine: la posizione delle persone coinvolte dovrà essere valutata nelle successive fasi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di innocenza.
Ulteriori elementi potranno emergere nel corso della giornata, una volta completate le attività dei militari e resi noti i contenuti degli atti. Al momento, dunque, il quadro resta provvisorio e non è possibile ricostruire nel dettaglio le ipotesi investigative né il ruolo attribuito ai singoli indagati.
L’operazione si inserisce in un’attività di accertamento che interessa più centri del litorale e dell’entroterra casertano. Gli investigatori stanno completando gli interventi avviati all’alba; solo al termine delle operazioni potranno essere chiariti il numero dei provvedimenti eseguiti e gli aspetti principali dell’indagine.

