Ecofrantoio e veleni, ci sono pure arresti: coinvolti imprenditori e politico. Nomi

Operazione dei Carabinieri NOE nell'inchiesta sul traffico illecito di rifiuti tra Castel Volturno e Cancello Arnone.

L’inchiesta della DDA ricostruisce un presunto sistema di gestione illecita dei fanghi industriali e degli scarti di lavorazione. Disposte misure cautelari e sequestri per oltre 1,5 milioni di euro.

L’aggiornamento

Castel Volturno/Cancello Arnone. Tra i destinatari delle misure cautelari in carcere figurano Salvatore e Nicola Reccia. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero messo a disposizione alcuni fondi agricoli nel territorio di Cancello ed Arnone, che sarebbero stati utilizzati per lo sversamento dei materiali. In carcere anche Ernesto Natale, cugino del politico castellano, Maria Claudia Natale, Giuseppe Pratillo, Francesco Ciccarelli e Giulio e Giovanni Natale, già indicati tra i destinatari dei provvedimenti. Per Giovanni Bovenzo e Umberto Di Girolamo sono stati disposti gli arresti domiciliari.

 

N. Nome e cognome Data di nascita Misura richiesta
1 NATALE Giovanni 08/01/1949 Carcere
2 NATALE Maria Claudia 05/07/1990 Carcere
3 NATALE Ernesto 04/05/1976 Carcere
4 NATALE Giulio 22/09/1983 Carcere
5 PRATILLO Giuseppe 14/02/1954 Carcere
6 CICCARELLI Francesco 06/08/1979 Carcere
7 RECCIA Salvatore 20/02/1970 Carcere
8 RECCIA Nicola 23/09/1974 Carcere
9 BOVENZO Giovanni 18/11/1960 Domiciliari
10 DI GIROLAMO Umberto 12/06/1987 Domiciliari

 

Sequestri preventivi disposti

Bene o somma Provvedimento
1.530.671,90 euro Sequestro su conti correnti, con possibilità di estensione fino a 1.532.895 euro su altri beni
NEF S.r.l. Sequestro dell’impianto di Castel Volturno, SP 333 km 5,200
Beni aziendali Sequestro di cespiti, quote societarie, strutture e mezzi utilizzati per le attività illecite contestate
Terreni agricoli dei Reccia Indicati tra i beni oggetto del provvedimento, nel territorio di Cancello ed Arnone
Trattore Fiat AP852D Indicato tra i mezzi oggetto del sequestro, di proprietà di Reccia Salvatore

L’impianto NEF e il ruolo contestato agli indagati

L’ipotesi di reato contestata è quella di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Al centro dell’inchiesta c’è la Nef Srl, società titolare dell’ecofrantoio riconducibile a Giulio Natale, già vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici del Comune di Castel Volturno. L’impianto si trova lungo la strada provinciale 333, nel territorio comunale.

Anche Giulio Natale e il padre Giovanni sono stati raggiunti da una misura cautelare in carcere. Gli accertamenti, secondo la ricostruzione investigativa, riguarderebbero la gestione dei materiali e il loro presunto trasferimento sui fondi agricoli. Il ruolo attribuito a ciascuna persona coinvolta dovrà essere verificato nelle successive fasi del procedimento.

L’indagine riguarda presunte attività illecite legate al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti nell’area di Castel Volturno e nei comuni limitrofi. Le contestazioni sono allo stato ipotesi accusatorie: gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

L’aggiornamento

Cancello Arnone/Castel Volturno. Sono otto le persone coinvolte nell’operazione eseguita dalle prime ore di questa mattina dai Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli e del Comando provinciale di Caserta. Il comunicato della Procura di Napoli precisa così il numero dei destinatari delle misure cautelari: si tratta di imprenditori e dipendenti ritenuti, a vario titolo, responsabili di ipotesi di associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli, che ha accolto parzialmente la richiesta della Direzione distrettuale antimafia. L’indagine, condotta dai NOE di Napoli e Caserta insieme alla Compagnia dei Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere, è iniziata nel settembre 2024 ed è proseguita per circa un anno. Gli investigatori si sono avvalsi di intercettazioni, riprese video e pedinamenti.

Il presunto sistema di recupero fittizio dei rifiuti

Secondo la ricostruzione investigativa, gli accertamenti sono partiti da un controllo del NOE di Caserta e della Stazione dei Carabinieri di Grazzanise. Su terreni nel territorio di Cancello e Arnone sarebbe stato trovato materiale scuro e maleodorante, poi individuato come fanghi derivanti dal trattamento dei reflui industriali di aziende conserviere. La natura del materiale sarebbe stata verificata anche da tecnici dell’ARPAC Campania.

L’indagine sui fanghi industriali e i terreni agricoli

Le indagini avrebbero ricostruito il percorso dei fanghi provenienti da un impianto di recupero di rifiuti speciali non pericolosi con sede a Castel Volturno. Gli scarti, prodotti da diverse aziende conserviere del Salernitano, sarebbero stati dichiarati recuperati e trasformati, almeno documentalmente, in “terreno riciclato”, dopo aver perso la qualifica di rifiuto. In realtà, sostiene l’accusa, non sarebbero stati sottoposti a un effettivo processo di recupero e sarebbero stati scaricati su terreni agricoli dell’agro aversano, poi arati e seminati.

Misure cautelari e sequestri: il provvedimento della DDA

Gli investigatori avrebbero inoltre registrato accessi all’impianto di veicoli, anche non autorizzati, con carichi di inerti da demolizione, scaricati senza trattamento su terreni circostanti per livellare i fondi. Il sistema contestato si sarebbe basato anche sulla classificazione fittizia dei rifiuti e su documenti che li attestavano falsamente come materia prima seconda.

Le autorità hanno inoltre disposto il divieto temporaneo di esercitare attività d’impresa nel settore dei rifiuti per due indagati e il divieto di dimora nella provincia di Caserta per altri sei. Il provvedimento ha previsto anche il sequestro preventivo di 1,53 milioni di euro, oltre a beni mobili e immobili della società, mezzi di trasporto e terreni agricoli interessati dai presunti sversamenti, già sottoposti a sequestro d’urgenza dal pubblico ministero.

La Procura precisa che si tratta di misure adottate nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Il primo lancio

Castel Volturno. Operazione dei Carabinieri del NOE per inquinamento ambientale

È in corso dalle prime ore di questa mattina, con avvio intorno alle 6, un’operazione dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico (NOE) nell’area di Castel Volturno e in alcuni comuni limitrofi. I militari stanno eseguendo misure cautelari nei confronti di dieci persone, tra cui esponenti della famiglia Natale, nell’ambito di un’indagine per presunti reati di inquinamento ambientale.

Le attività sono ancora in corso e, al momento, non sono stati diffusi ulteriori dettagli ufficiali sulle contestazioni, sulle condotte oggetto degli accertamenti o sui luoghi interessati dagli interventi. L’inchiesta riguarda il territorio compreso tra Castel Volturno e i comuni vicini, un’area da tempo al centro dell’attenzione per le criticità ambientali e per le attività di controllo sulla gestione dei rifiuti.

Operazioni del NOE in corso

I Carabinieri del NOE stanno operando sul territorio per dare esecuzione ai provvedimenti e svolgere gli adempimenti connessi all’attività investigativa. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Sarà l’autorità giudiziaria a valutare le posizioni delle persone coinvolte nelle successive fasi processuali, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Ulteriori elementi potranno emergere nel corso della giornata, una volta completate le attività dei militari e resi noti i contenuti degli atti. Al momento, dunque, il quadro resta provvisorio e non è possibile ricostruire nel dettaglio le ipotesi investigative né il ruolo attribuito ai singoli indagati.

L’operazione si inserisce in un’attività di accertamento che interessa più centri del litorale e dell’entroterra casertano. Gli investigatori stanno completando gli interventi avviati all’alba; solo al termine delle operazioni potranno essere chiariti il numero dei provvedimenti eseguiti e gli aspetti principali dell’indagine.

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