
SAN FELICE A CANCELLO. Non è soltanto un arresto per droga quello effettuato nel pomeriggio di ieri, 31 ottobre, dai carabinieri della locale Stazione. Il fermo di due uomini provenienti dal Napoletano, avvenuto in via Padre De Marino, all’altezza del civico 13, nel pieno centro di San Felice a Cancello, potrebbe rappresentare un ulteriore tassello per comprendere come stiano cambiando gli equilibri del mercato degli stupefacenti nella Valle di Suessola.
I militari della locale stazione hanno intercettato una Mercedes Classe B color oro con a bordo un 51enne e un 71enne. Nel portabagagli, nascosti in un vano ricavato appositamente, sono stati scoperti 200 grammi di cocaina e 100 grammi di hashish. Il primo è stato arrestato, mentre per il secondo non sono scattati provvedimenti restrittivi. Le successive perquisizioni hanno portato al sequestro di oltre 10mila euro complessivi.
Sono del Vesuviano, ecco chi è l’arrestato
L’arrestato e condotto in carcere è Nocerino Pasquale, classe 1975, di San Sebastiano al Vesuvio, pregiudicato anche per art. 74. Con lui un parente classe 1955 a sua volta di San Sebastiano.
Il primo è stato tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione della magistratura.
La posizione del passeggero, di 71 anni, resta distinta da quella dell’arrestato: nei suoi confronti non sono stati adottati provvedimenti restrittivi nell’ambito dell’intervento.
Il sospetto di una consegna ai referenti locali
A suscitare particolare interesse è proprio il luogo del controllo, nel cuore del centro cittadino. La provenienza dei due uomini e il confezionamento dello stupefacente alimentano l’ipotesi che la droga fosse destinata a una consegna lungo la direttrice della Circumvallazione, probabilmente a soggetti incaricati di distribuirla successivamente ai singoli pusher. Una ricostruzione investigativa ancora da verificare, ma che apre interrogativi sulle nuove modalità di approvvigionamento.
Dopo i blitz, il mercato della droga cerca nuovi equilibri
Le recenti operazioni delle forze dell’ordine nella zona potrebbero aver inciso sui tradizionali canali di rifornimento, creando spazi per nuovi intermediari. Non si può escludere che la droga proveniente dai paesi vesuviani fosse destinata ad alimentare rapporti commerciali con broker locali, impegnati a rifornire le piazze di spaccio della Valle di Suessola.
Uno scenario di possibile frammentazione del mercato, con forniture meno stabili e nuovi soggetti pronti a inserirsi negli spazi lasciati liberi. Una situazione che, qualora confermata, potrebbe anche generare tensioni tra gruppi interessati al controllo delle attività illecite.
Resta da accertare chi dovesse ricevere quei 300 grammi di stupefacenti e se il carico intercettato in via Padre De Marino fosse effettivamente destinato alla rete locale dello spaccio. È questo uno degli interrogativi più significativi che emergono dall’operazione dei carabinieri.

