
Marcianise. Ancora un altro episodio di inquinamento ambientale a Marcianise. Nella mattinata di oggi, in località Ringo Verde, un incendio ha interessato una vasta quantità di rifiuti abbandonati, tra cui sterpaglie, materiali plastici, vernici e, secondo quanto segnalato, ingenti quantitativi di Eternit contenente amianto. Le fiamme hanno provocato la combustione dei materiali presenti nell’area, mentre sul posto restano ancora numerosi cumuli di rifiuti speciali e pericolosi, lasciati esposti agli agenti atmosferici e al rischio di ulteriori incendi.
A intervenire sono stati i Vigili del Fuoco del distaccamento di Marcianise, che hanno lavorato per domare il rogo, completando le operazioni di spegnimento intorno alle 9:30. Un ringraziamento particolare è stato rivolto agli operatori intervenuti e, soprattutto, al maresciallo Maiello, impegnato proprio nella sua ultima giornata di servizio prima del pensionamento.
A ricordarlo con affetto è stata l’Associazione Nazionale Tutela Ambientale, attraverso il responsabile ANTA Caserta, Pasquale Gionti. Il maresciallo Maiello viene descritto come un punto di riferimento durante numerose emergenze ambientali sul territorio, affrontate sempre con professionalità, disponibilità, umiltà e grande senso del dovere. Per lui sono arrivati gli auguri per il meritato pensionamento e il riconoscimento per l’impegno profuso nella lotta ai roghi tossici.
Parole di apprezzamento sono state rivolte anche alla Polizia Municipale di Marcianise, ringraziata per la collaborazione, la disponibilità e la tempestività dimostrate nel rispondere alle segnalazioni. L’ANTA ha sottolineato l’importanza del dialogo tra volontariato ambientale e istituzioni, evidenziando il ruolo di chi opera come Guardia Zoofila Ambientale con regolari titoli prefettizi, mettendo gratuitamente a disposizione il proprio tempo per la tutela della città.
Ma, oltre ai ringraziamenti, resta forte la preoccupazione per le condizioni dell’area e per le possibili conseguenze sulla salute pubblica. L’associazione richiama l’attenzione sul problema degli sversamenti abusivi, dell’inquinamento e dei roghi che continuano a interessare il territorio, chiedendo un impegno concreto sul fronte della prevenzione e dell’educazione ambientale, ribadendo che i materiali che vanno a fuoco sono nocivi per la salute sua dell’ambiente che delle persone. A bruciare materiali come pittura, secchi, guaine, quindi potenzialmente tossici.
L’associazione ha evidenziato come si attendono ancora bonifiche che al momento non sono state ancora eseguite, e si chiedono quand’è che verranno fatte, nella speranza che vengano effettuate al più presto per risolvere tale situazione. Anche perché, il rischio riguarda anche l’aumento dei tumori sul territorio, già alto purtroppo. Stando sempre alle loro parole, quando una area viene sequestrata, i materiali sequestrati restando sul posto. L’associazione quindi chiede quando ancora bisogna attendere per il bene della salute ambientale e delle persone.
Terminato l’intervento dei Vigili del Fuoco, è stata inoltrata una segnalazione ufficiale alla Polizia Municipale per denunciare la presenza dei residui dell’incendio e degli ulteriori cumuli di amianto ancora abbandonati. La richiesta è quella di procedere con urgenza alla messa in sicurezza dell’intera zona, al suo isolamento e all’avvio delle necessarie operazioni di bonifica.
Nel documento vengono richiamati anche i principali riferimenti normativi in materia di tutela ambientale e sanitaria. In particolare, l’articolo 32 della Costituzione, che riconosce la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, il Decreto Legislativo 152/2006, che disciplina la gestione dei rifiuti e gli obblighi di rimozione e smaltimento, e la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Tra i precedenti viene citata anche la sentenza Cordella e altri contro Italia, con la quale la Corte ha affrontato il tema della responsabilità delle istituzioni nella protezione dei cittadini dagli effetti dell’inquinamento ambientale, richiamando l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
L’ANTA ribadisce quindi la necessità di interventi immediati, chiedendo che l’area venga messa in sicurezza, protetta e successivamente bonificata. L’obiettivo, sottolinea l’associazione, è evitare che episodi simili continuino a ripetersi e impedire che i cittadini siano costretti a convivere con situazioni di grave degrado ambientale.
«Non possiamo più limitarci ad assistere a promesse e annunci», è il senso dell’appello lanciato dai volontari, che chiedono alle autorità competenti risposte concrete e interventi tempestivi per proteggere il territorio e la salute delle future generazioni.

