
Capua. Profondo cordoglio a Capua per la scomparsa del brigadiere capo Alfio Califano, venuto a mancare all’età di 56 anni. Una notizia che ha suscitato grande tristezza tra quanti lo conoscevano e avevano avuto modo di apprezzarne le qualità umane e professionali durante gli anni trascorsi al servizio del territorio. Califano era in servizio presso il Nucleo Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Capua, dove indossava con orgoglio la divisa dell’Arma. Un lavoro svolto quotidianamente con impegno e senso del dovere, che lo aveva reso una presenza conosciuta e familiare per tanti cittadini.
In queste ore, a ricordarlo sono soprattutto le parole di affetto e riconoscenza contenute in un messaggio di cordoglio da parte di un amico che ne sottolinea non soltanto la professionalità, ma soprattutto l’umanità:
“Le notizie che arrivano all’improvviso, mentre si è impegnati nel proprio ufficio, sono capaci di fermare per un istante ogni attività e riportare alla mente immagini di un passato recente. Ricordi di momenti in cui il passaggio della pattuglia rappresentava una presenza rassicurante, una certezza, un punto di riferimento. E riaffiorano soprattutto i volti, i gesti e i saluti di chi, con la propria presenza, sapeva trasmettere sicurezza. Il saluto di Alfio era generoso, la sua presenza determinante. Oggi un’intera comunità apprende con profonda tristezza la notizia della scomparsa del brigadiere capo Alfio Califano, morto a 56 anni. Era in servizio presso il Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Capua, dove ogni giorno svolgeva il proprio lavoro indossando con orgoglio la divisa dell’Arma. Una notizia dolorosa, che colpisce non soltanto i suoi familiari e i colleghi, ma anche quanti hanno avuto modo di conoscerlo e incontrarlo nel corso del suo servizio. Perché Alfio non era soltanto un carabiniere: era una presenza familiare sul territorio, uno di quegli uomini che, attraverso il proprio lavoro quotidiano, contribuivano a trasmettere sicurezza e fiducia.
Aveva 56 anni, un’età nella quale ci sono ancora tanti progetti da realizzare, affetti da custodire e momenti da condividere. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, innanzitutto nella famiglia, ma anche tra quanti hanno condiviso con lui il percorso professionale e umano. Alfio era un uomo, un marito, un padre, un figlio e un fratello. Dietro quella divisa c’erano una storia, una famiglia, legami e sentimenti che oggi diventano ricordi preziosi per chi gli ha voluto bene.
Indossava con fierezza gli alamari dell’Arma dei Carabinieri, simbolo di un’appartenenza che per lui rappresentava molto più di una professione. Era una scelta di vita, un insieme di valori, un impegno che portava con sé ogni giorno. E poco importa il grado: ciò che resta davvero di un uomo non è il posto occupato nella gerarchia, ma l’umanità con cui ha saputo vivere il proprio ruolo, il rispetto dimostrato, la disponibilità verso gli altri e il legame costruito con i colleghi. Il suo servizio presso il Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Capua lo vedeva impegnato in una realtà nella quale ogni giornata porta con sé responsabilità, attenzione e disponibilità verso il territorio. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma fondamentale per la sicurezza dei cittadini. In quel quotidiano andare e venire delle pattuglie, Alfio rappresentava una presenza riconoscibile e rassicurante.
In queste ore il pensiero più affettuoso è rivolto alla moglie Giovanna e ai figli Roberta e Danilo, chiamati ad affrontare un dolore difficile da descrivere e un’assenza che nessuna parola potrà colmare. Vicinanza anche alla mamma Teresa, ai fratelli Antonio e Giuseppe, alle cognate, agli zii, ai nipoti e a tutti i familiari. A loro va l’abbraccio sincero di quanti oggi condividono questo momento di tristezza. Perché, davanti a una perdita così grande, non servono parole importanti: a volte bastano una stretta di mano, un abbraccio, una preghiera e la consapevolezza di non essere soli. Per Alfio e per i suoi cari si prepara ora il momento dell’ultimo saluto.”
Un ricordo che va oltre il grado e il ruolo ricoperto, soffermandosi sui valori che hanno accompagnato il suo percorso professionale: il rispetto, la disponibilità verso gli altri, il legame con i colleghi e l’orgoglio di indossare gli alamari dell’Arma. Il pensiero più affettuoso è rivolto alla moglie Giovanna e ai figli Roberta e Danilo, oltre che alla mamma Teresa, ai fratelli Antonio e Giuseppe, alle cognate, agli zii, ai nipoti e a tutti i familiari, chiamati ad affrontare una perdita dolorosa.
L’ultimo saluto si terrà lunedì 2 novembre. La salma, proveniente dalla Casa di Cura Villa Fiorita, giungerà alle ore 15:30 nella chiesa del Sacro Cuore, nel rione Carlo Santagata, dove sarà celebrato il rito funebre alle ore 16:30. Saranno in tanti a stringersi attorno alla famiglia: parenti, amici, colleghi dell’Arma e cittadini che vorranno rendere omaggio alla memoria del brigadiere.
Il messaggio si conclude con parole particolarmente toccanti, che racchiudono il senso di una vita trascorsa al servizio degli altri:
“Di Alfio Califano resterà il ricordo di un carabiniere che indossava con orgoglio la propria uniforme, ma soprattutto quello di una persona, con il suo modo di salutare, la sua disponibilità e quella presenza che sapeva farsi sentire. Perché una divisa racconta una professione, ma non può raccontare da sola tutta la vita di un uomo. E quando una persona viene a mancare, sono proprio i gesti quotidiani, i sorrisi, i saluti e i momenti condivisi a continuare a vivere nella memoria di chi resta. Ciao Alfio. Gli alamari che hai indossato con tanto orgoglio resteranno il segno della tua appartenenza all’Arma. Il ricordo della tua presenza, del tuo saluto generoso e del tuo impegno continuerà invece a vivere nel cuore di chi ti ha conosciuto e voluto bene”.

