
Episodi di violenza allo stadio comunale Cavaliere Pasquale De Lucia. Il referto del Giudice Sportivo descrive un clima di forte tensione. Un danno d’immagine per San Felice a Cancello: auspicabile una presa di posizione dell’amministrazione comunale.
SAN FELICE A CANCELLO. Una partita di calcio giovanile che avrebbe dovuto rappresentare un momento di sport e aggregazione si è trasformata in un episodio di violenza, con conseguenze disciplinari pesanti e inevitabili ripercussioni sull’immagine della città.
È quanto accaduto sabato 24 ottobre allo stadio comunale Cavaliere Pasquale De Lucia di San Felice a Cancello, durante l’incontro del campionato Under 17 regionale maschile tra Nuova Sanfeliciana e Academy Pompei.
A ricostruire quanto avvenuto è il comunicato ufficiale del Giudice Sportivo Territoriale, che riporta il contenuto del referto arbitrale e i provvedimenti adottati nei confronti della società locale.
La rissa e il calciatore che perde sangue dalla bocca
Secondo quanto riportato nel provvedimento, l’arbitro ha interrotto la partita al 41° minuto del primo tempo a causa di un grave episodio verificatosi sul terreno di gioco. Una rissa tra due tesserati ha provocato momenti di grande apprensione. Uno dei giovani coinvolti, secondo il referto, ha riportato uno svenimento e una copiosa perdita di sangue dalla bocca.
Ma la tensione non si sarebbe esaurita con questo episodio. Sempre secondo la ricostruzione arbitrale, alcuni calciatori della Nuova Sanfeliciana avrebbero continuato a minacciare gli avversari, contribuendo a rendere ancora più difficile la situazione.
I ragazzi dell’Academy Pompei, preoccupati per la propria incolumità fisica, si sono raggruppati per cercare sicurezza. L’arbitro, anche dopo aver ascoltato i dirigenti e valutato il clima che si era creato, ha deciso di sospendere definitivamente l’incontro.
Sconfitta a tavolino, ammenda e cinque giornate di squalifica
Il Giudice Sportivo, esaminata la documentazione ufficiale, ha disposto la sconfitta a tavolino per 0-3 della Nuova Sanfeliciana, accompagnata da un’ammenda di 150 euro. È stata inoltre inflitta una squalifica di cinque giornate a un tesserato della formazione locale per la condotta violenta contestata.
Provvedimenti che fotografano la gravità di quanto riportato nel referto e che fanno emergere una situazione decisamente lontana dai principi educativi che dovrebbero caratterizzare il calcio giovanile.
Un danno d’immagine per San Felice a Cancello
La vicenda, tuttavia, non può essere considerata soltanto una questione sportiva. Quanto accaduto all’interno dello stadio comunale rischia di rappresentare anche un danno d’immagine per San Felice a Cancello, una comunità che non merita di essere associata a episodi di violenza durante manifestazioni riservate ai più giovani.
Il Cavaliere Pasquale De Lucia è un impianto pubblico, un luogo che dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per lo sport, per le famiglie e per la crescita dei ragazzi del territorio. Leggere in un referto ufficiale di risse, minacce, un giovane che perde conoscenza e una squadra costretta a raggrupparsi per tutelare la propria incolumità è certamente motivo di amarezza e preoccupazione.
Naturalmente, le responsabilità dei singoli non devono ricadere sull’intera comunità sportiva locale, né su quanti quotidianamente si impegnano per offrire ai ragazzi opportunità di crescita attraverso il calcio.
L’amministrazione comunale prenda le distanze
Proprio per questo, sarebbe opportuna una presa di posizione chiara e pubblica da parte dell’amministrazione comunale di San Felice a Cancello, affinché venga espressa una netta condanna di qualsiasi comportamento violento verificatosi all’interno dell’impianto sportivo cittadino.
Non si tratta di interferire nelle decisioni della giustizia sportiva, che ha già adottato i propri provvedimenti, ma di ribadire un principio fondamentale: lo sport giovanile deve essere sinonimo di rispetto, educazione e correttezza, non di intimidazioni e aggressioni.
Un segnale istituzionale sarebbe importante anche nei confronti delle tante famiglie che affidano i propri figli alle società sportive e di tutti quei giovani atleti che scendono in campo semplicemente per divertirsi e coltivare una passione.
San Felice a Cancello ha bisogno di vedere valorizzato il proprio sport, non di finire alla ribalta per episodi di questo genere. E proprio per tutelare il buon nome della città, quanto riportato dal Giudice Sportivo merita attenzione, una riflessione seria e una presa di distanza da comportamenti che nulla hanno a che vedere con i valori del calcio.
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