Estorsione e corruzione, 4 indagati. Scattano le misure

Caserta. L’inchiesta su presunte estorsioni, corruzione e concussione legate ad attività imprenditoriali in Basilicata coinvolge anche la provincia di Caserta. Nella mattinata di oggi, 30 ottobre, i Carabinieri di Potenza hanno eseguito quattro misure cautelari interdittive disposte dal gip del Tribunale lucano. Due provvedimenti sono stati attuati nel Casertano, mentre gli altri hanno interessato il territorio potentino.

Le interdizioni avranno una durata di dodici mesi e riguardano quattro persone indagate. Secondo quanto riportato nel provvedimento, il giudice ha ravvisato gravi indizi di colpevolezza e un concreto rischio che i reati contestati possano essere reiterati.

Per due indagati è stato disposto il divieto, in forma parziale, di svolgere attività professionali e imprenditoriali e di ricoprire incarichi direttivi. La misura riguarda in particolare le operazioni di credito al consumo e la possibilità di stipulare, concedere o fare da intermediari per finanziamenti, anche indirettamente.

Gli altri due destinatari non potranno esercitare imprese né ricoprire ruoli direttivi nell’ambito della contrattazione, della stipula e dell’esecuzione di contratti con la Pubblica Amministrazione.

Gli accertamenti sono partiti nel 2023, dopo le denunce presentate da un’imprenditrice attiva nella raccolta dei rifiuti solidi urbani. Nel fascicolo sono confluite diverse ipotesi di reato, tra cui estorsione, corruzione e concussione.

La ricostruzione investigativa ipotizza richieste estorsive in più contesti, tra cui il cantiere per la costruzione del Trauma Center al polo ospedaliero San Carlo di Potenza.

Un precedente passaggio dell’indagine risale al 5 ottobre, quando erano state eseguite misure cautelari personali e perquisizioni. In quella circostanza erano stati inoltre notificati otto inviti a comparire per gli interrogatori preventivi, svolti in vista della possibile applicazione di ulteriori provvedimenti.

Al termine degli interrogatori, il gip ha disposto le quattro interdizioni eseguite oggi. Le accuse sono al vaglio degli investigatori e dovranno essere verificate nel corso del procedimento. Per tutti gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

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