Caporalato, dieci anni dalla legge: Coldiretti attacca la nuova PAC e annuncia una mobilitazione a Bruxelles

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Caporalato, dieci anni dalla legge: Coldiretti attacca la nuova PAC e annuncia una mobilitazione a Bruxelles

REGIONALE. Dieci anni dalla legge contro il caporalato, ma secondo Coldiretti la tutela dei lavoratori agricoli rischia di compiere un passo indietro a livello europeo. Al centro della contestazione c’è la nuova Politica Agricola Comune (PAC), dalla quale sarebbe stata cancellata la condizionalità sociale, il principio che lega l’accesso ai fondi agricoli al rispetto delle norme sul lavoro.

L’anniversario della legge diventa così l’occasione per riaccendere il confronto sulle condizioni dei lavoratori nelle campagne e sulla necessità di contrastare lo sfruttamento lungo tutta la filiera agroalimentare.

Coldiretti rivendica il contributo dato alla lotta contro il caporalato attraverso il proprio Osservatorio Agromafie, impegnato nella tutela della dignità del lavoro e nel contrasto alle infiltrazioni criminali nei settori produttivi.

La condizionalità sociale al centro dello scontro europeo

Secondo la Confederazione, la decisione europea di eliminare il vincolo rappresenta un arretramento sul fronte dei diritti. La condizionalità sociale, infatti, collegava l’erogazione dei finanziamenti della PAC al rispetto delle disposizioni in materia di occupazione, condizioni di lavoro, salute e sicurezza.

Coldiretti sostiene di essere stata l’unica organizzazione agricola datoriale europea ad aver difeso questo principio, anche in contrapposizione alla posizione del Copa, presieduto da Giansanti.

La Confederazione attribuisce proprio al Copa la responsabilità di aver portato avanti la battaglia per la cancellazione della condizionalità sociale. Una scelta contestata da Coldiretti, che annuncia ora l’intenzione di lavorare in Parlamento europeo per costruire una risposta a tutela dei lavoratori.

Il 3 novembre mobilitazione a Bruxelles

La prossima iniziativa è già fissata per il 3 novembre. Coldiretti sarà a Bruxelles in occasione della mobilitazione promossa dall’Effat, l’organizzazione europea dei lavoratori agricoli alla quale partecipano anche Cgil, Cisl e Uil.

L’obiettivo è riportare al centro del confronto europeo il rispetto dei diritti e delle condizioni di lavoro nel settore agricolo. Per Coldiretti, i finanziamenti pubblici non possono prescindere dal rispetto delle regole e dalla tutela di chi lavora nelle campagne.

Controlli lungo tutta la filiera agroalimentare

La Confederazione chiede inoltre di rafforzare le attività di prevenzione, controllo e contrasto al lavoro irregolare. L’azione non dovrebbe fermarsi alle singole aziende agricole, ma estendersi a tutti i passaggi della filiera, fino alla grande distribuzione.

Tra le richieste figura anche un maggiore coinvolgimento delle associazioni datoriali nella gestione dei flussi di manodopera. L’obiettivo è individuare e contrastare le situazioni di sfruttamento, colpendo chi opera fuori dalla legalità.

Coldiretti richiama infine l’attenzione sulle speculazioni economiche che possono comprimere il valore del lavoro lungo la catena produttiva. La Confederazione le definisce una forma di “caporalato col colletto bianco”.

A dieci anni dalla legge, dunque, il tema resta quello di garantire condizioni dignitose a chi lavora in agricoltura. Per Coldiretti, la lotta allo sfruttamento deve coinvolgere istituzioni, imprese e intera filiera, senza lasciare spazio a nuove forme di illegalità.

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