
Al convegno del Rotary Terra Normanna istituzioni, medici e rappresentanti politici hanno discusso il progetto. L’obiettivo è portare la prevenzione e le cure oncologiche più vicino ai cittadini dell’agro aversano
AVERSA. Un Polo oncologico nell’ex ospedale psichiatrico “Maddalena” di Aversa, per avvicinare la prevenzione e le cure ai cittadini dell’agro aversano. La proposta è tornata al centro del dibattito durante il convegno organizzato giovedì 29 ottobre dal Rotary Aversa Terra Normanna.
All’incontro hanno partecipato direttori di strutture ospedaliere specializzate nella cura dei tumori, rappresentanti dell’Asl e politici che sostengono il progetto. Il confronto ha fatto emergere la necessità di trasformare l’idea in un percorso concreto, capace di rispondere alle esigenze sanitarie di un territorio che registra ogni anno migliaia di nuovi casi oncologici.
La proposta principale arrivata dal Rotary riguarda la costituzione di un Comitato promotore, composto da cittadini e associazioni. Un organismo che potrebbe accompagnare la pianificazione del progetto e favorire il coinvolgimento delle istituzioni.
Settemila nuovi casi di tumore ogni anno in provincia
Durante il convegno, ospitato all’Hotel del Sole di Aversa, il direttore generale dell’Asl di Caserta, Antonio Limone, ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà organizzative e burocratiche che rallentano il funzionamento dei servizi sanitari.
Limone ha evidenziato che, per gestire una struttura complessa come l’azienda sanitaria, servono impegno costante e procedure più snelle. A titolo di esempio, ha citato i tempi necessari per ottenere il parere della Commissione per il funzionamento di una Pet-Tac.
Il direttore generale ha quindi ricordato un dato significativo: nella provincia di Caserta si registrano circa 7mila nuovi casi di tumore ogni anno. Un numero che, secondo quanto emerso durante l’incontro, rende ancora più importante rafforzare la rete dei servizi oncologici sul territorio.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Rotary, l’avvocato Raffaele Costanzo, che ha introdotto il sindaco di Aversa, Francesco Matacena, e il vescovo della Diocesi normanna, monsignor Angelo Spinillo. Il dibattito è stato moderato dalla giornalista Marilù Musto.
La rete con il Pascale e il contributo degli specialisti
Tra gli interventi più attesi quello di Maurizio Di Mauro, direttore generale dell’IRCCS Fondazione “Giovanni Pascale” di Napoli. Ha sottolineato l’importanza di creare strutture capaci di lavorare in rete con il principale centro oncologico del Mezzogiorno.
Di Mauro ha ricordato l’attività quotidiana del Pascale, dove oltre 200 pazienti effettuano ogni giorno trattamenti chemioterapici. Ha inoltre evidenziato i progressi della medicina oncologica e la necessità di proseguire nella ricerca.
Sulla Rete oncologica regionale è intervenuto Sandro Pignata, direttore della struttura complessa Oncologica sperimentale Uro-Ginecologica e responsabile scientifico della Rete oncologica della Campania.
Domenico Sabia, direttore del Peritoneal Cancer Institute del Centro Medico Teknon di Barcellona e co-responsabile dell’Unità territoriale di Chirurgia oncologica peritoneale dell’Ospedale universitario Moisès Broggi, ha invece richiamato l’attenzione sul valore del merito nella sanità.
Dalle istituzioni l’impegno a sostenere il progetto
Sul futuro del Polo oncologico sono intervenuti anche il consigliere regionale della Campania Marco Villano e il deputato del Partito Democratico Stefano Graziano.
Quest’ultimo aveva presentato nel dicembre 2025 un ordine del giorno, successivamente approvato, con cui si impegnava il Governo a valutare iniziative e finanziamenti per la realizzazione del Polo nell’ex ospedale “Maddalena”.
Anche il deputato di Fratelli d’Italia Cerreto ha espresso sostegno all’iniziativa, auspicando una collaborazione tra le diverse forze politiche.
Il progetto punta a rendere concreta la medicina di prossimità, offrendo ai pazienti dell’agro aversano e di Terra di Lavoro un presidio più vicino alle proprie abitazioni. Una struttura che potrebbe contribuire anche ad alleggerire il carico assistenziale del Pascale di Napoli.
La proposta del Comitato promotore rappresenta ora un possibile punto di partenza. La partecipazione di cittadini, associazioni, istituzioni e professionisti potrebbe dare continuità al confronto e accompagnare i prossimi passaggi verso la realizzazione del Polo.
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