Brucellosi, svolta a Grazzanise: zero focolai e segnali positivi per la filiera bufalina

Allevamento bufalino a Grazzanise, dove migliorano i dati sulla brucellosi secondo Coldiretti Caserta.

Il Ministero della Salute ha espresso parere favorevole all’uscita dall’area cluster. Coldiretti Caserta: ora avanti con i controlli e la tutela del reddito degli allevatori

GRAZZANISE – Arrivano segnali incoraggianti per gli allevamenti bufalini di Grazzanise. Il miglioramento del quadro epidemiologico della brucellosi ha portato il Ministero della Salute a esprimere parere favorevole all’uscita del territorio dall’area cluster. Una notizia importante per gli allevatori e per l’intera filiera della mozzarella di bufala campana Dop, che punta sulla qualità del latte, sulla sicurezza alimentare e sulla ripresa del comparto.

Il risultato rappresenta un passaggio significativo dopo anni difficili per gli allevatori della provincia di Caserta. La riduzione dei casi e l’assenza di focolai attivi a Grazzanise, già evidenziata nelle valutazioni regionali dello scorso agosto, confermano i progressi compiuti nel percorso di contrasto alla malattia.

Grazzanise verso una nuova classificazione epidemiologica

Il parere favorevole del Ministero della Salute nasce dal miglioramento della situazione sanitaria e dall’istruttoria condotta dal Centro di riferimento nazionale per le brucellosi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise.

La proposta prevede per Grazzanise il passaggio a un’area di attenzione epidemiologica. Questo significa mantenere controlli adeguati ai fattori di rischio, considerando la concentrazione degli allevamenti e la vicinanza con Cancello ed Arnone e Castel Volturno, territori ancora compresi nell’area cluster.

La prospettiva è quella di consolidare i risultati raggiunti senza abbassare la guardia. Per gli allevatori, il miglioramento della situazione può rappresentare un’opportunità per guardare al futuro con maggiore fiducia, continuando a investire nella salute degli animali e nella qualità delle produzioni.

Brucellosi bufalina, i dati mostrano un calo significativo

I numeri raccontano un cambiamento importante. Nella provincia di Caserta, la percentuale di allevamenti bufalini interessati dalla brucellosi è passata dal 18,71% del 2021 al 3,6% del 2025. Al 21 settembre 2026, il dato è sceso ulteriormente all’1,7%.

Anche l’incidenza ha registrato una diminuzione, passando dal 12,43% del 2021 all’1,2% del 2025, fino allo 0,3% rilevato nel settembre 2026. Si tratta dei valori più bassi della serie storica disponibile indicata da Coldiretti Caserta.

Dietro questo andamento ci sono attività di prevenzione e risanamento che comprendono vaccinazioni, disinfezioni, interventi ambientali e monitoraggio epidemiologico. Il percorso coinvolge la Regione Campania, l’ASL di Caserta e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

Coldiretti: tutelare gli allevatori e la salute dei consumatori proseguendo i cluster contro la brucellosi

Coldiretti Caserta rivendica il ruolo svolto nel sostenere il piano di eradicazione e nel promuovere il confronto con le istituzioni. Dopo l’incontro in Prefettura, l’organizzazione ribadisce la necessità di proseguire il lavoro su due fronti: la salute degli animali e la sostenibilità economica delle aziende.

«Dopo l’incontro in Prefettura, continua il lavoro in difesa del reddito degli allevatori e della salute dei consumatori. Siamo stati i primi a credere nel piano dell’eradicazione e questi risultati sono la prova che avevamo ragione», afferma il presidente di Coldiretti Caserta, Enrico Amico.

L’organizzazione richiama anche il tema del giusto prezzo del latte, considerato essenziale per garantire un reddito adeguato agli allevatori e sostenere una filiera capace di offrire prodotti di qualità. Accanto a questo obiettivo, resta la battaglia contro le pratiche commerciali sleali.

Il direttore di Coldiretti Caserta, Giuseppe Miselli, sottolinea che il parere favorevole del Ministero è legato al miglioramento del quadro epidemiologico e alla valutazione tecnica degli organismi competenti.

Controlli ancora necessari per consolidare i risultati

Il miglioramento dei dati non significa che il percorso di eradicazione sia concluso. Coldiretti Caserta richiama l’attenzione sulla necessità di proseguire con controlli costanti, in particolare sulle movimentazioni degli animali, sulle riaperture e sui ripopolamenti degli allevamenti.

Il coordinamento resta affidato alla Regione Campania, attraverso la Direzione generale per la Tutela della salute e il gruppo di lavoro del Supervisore regionale, insieme all’ASL di Caserta e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

Per il comparto bufalino casertano, la prospettiva è quella di trasformare i progressi sanitari in un’occasione concreta di rilancio. Una filiera più solida significa sostenere il lavoro degli allevatori, rafforzare la fiducia dei consumatori e proteggere una produzione che rappresenta una delle eccellenze agroalimentari del territorio.

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