“Portagli 500 euro”: i soldi delle frodi bonus all’ex affiliato

Casal di Principe. Cinquecento euro da consegnare a un ex esponente della criminalità organizzata. È il dettaglio che emerge dagli atti dell’inchiesta sulle presunte frodi legate ai bonus edilizi. Secondo quanto riferito dalla testata, il 23 dicembre 2021 Franco Cristiano avrebbe accompagnato Pietro Apicella a casa di un uomo che, in passato, era stato vicino a gruppi criminali del Casertano.

L’uomo si sarebbe mostrato amareggiato perché Apicella non era andato a trovarlo prima. Cristiano, stando alla ricostruzione degli investigatori, avrebbe allora suggerito ad Apicella di consegnargli 500 euro e di dichiararsi disponibile ad aiutarlo, qualora avesse avuto bisogno di altro denaro. Un episodio che, per gli inquirenti, contribuirebbe a delineare i rapporti tra i due.

La vicenda si inserisce nell’indagine della Procura di Napoli sulle frodi fiscali legate ai crediti edilizi, culminata nel luglio scorso con un sequestro di oltre 21 milioni di euro. Secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo che avrebbe gestito il sistema avrebbe movimentato ingenti somme; parte dei proventi sarebbe stata destinata alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi. Si tratta di contestazioni investigative, da accertare nelle sedi giudiziarie.

I rapporti tra Cristiano e Apicella sarebbero emersi anche da conversazioni intercettate nel 2021 e nel 2022. In una di queste, Cristiano avrebbe manifestato la disponibilità a procurare ad Apicella 100mila euro. In un’altra avrebbe inserito il suo nome, indicato con il soprannome “Roccia”, in un elenco di persone che gli dovevano denaro. Il presunto credito, secondo la ricostruzione, rientrava in una somma complessiva di circa 300mila euro.

Gli investigatori avrebbero inoltre ricostruito una conversazione dell’agosto 2021, nella quale si sarebbe parlato di automobili, possibili truffe assicurative e guadagni legati alle pratiche dei bonus edilizi.

Apicella è estraneo all’indagine sulle frodi fiscali. È imputato a piede libero in un distinto procedimento davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, relativo ai presunti interessi del clan negli appalti ferroviari. Per tutte le persone coinvolte vale la presunzione d’innocenza fino a una condanna definitiva.

 

 

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