
Legalità e memoria: presentato il libro “Non pensare di mafia”, inaugurata la Panchina Bianca per le vittime sul lavoro
MARCIANISE. Una mattinata dedicata alla legalità, alla memoria e alla sicurezza sul lavoro. Si è svolta ieri, sabato 24 ottobre, nella Sala Consiliare del Comune di Marcianise, la presentazione del romanzo-inchiesta Non pensare di mafia, scritto dall’avvocata Luisa Scalise. L’iniziativa si è conclusa con l’inaugurazione, in piazza Nassiriya, di una Panchina Bianca dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro.
Il confronto sulla legalità e gli interventi
L’incontro, moderato dalla consigliera comunale Rosalba Cibelli, si è aperto con i saluti istituzionali della sindaca Maria Luigia Iodice e di Fiore Marro, direttore de L’Inviato News.
Al confronto hanno preso parte gli avvocati Enzo Foglia e Antimo Rondello, insieme ai deputati Dario Carotenuto ed Enrica Alifano. Al centro degli interventi i temi della legalità, della giustizia, del contrasto alla criminalità organizzata e della tutela dei lavoratori.
Particolare attenzione è stata dedicata al significato sociale dell’iniziativa e alla necessità di mantenere viva la memoria delle persone che hanno perso la vita sul lavoro.
L’emozione di Rosalba Cibelli
Particolarmente sentito l’intervento di Rosalba Cibelli, che ha raccontato le difficoltà emotive nell’organizzazione dell’evento, essendo stata anche la sua famiglia colpita da un lutto legato al lavoro.
«L’idea di presentare questo libro è nata dopo averlo letto. È stata una lettura molto emozionante, che per me ha assunto un significato profondo. Organizzare questa giornata non è stato semplice, perché quando una vicenda ti tocca da vicino le emozioni prendono il sopravvento».
Cibelli ha ringraziato i presenti e in particolare le famiglie di Pompeo Mezzacapo e Patrizio Spasiano, sottolineando l’importanza del progetto di portare le Panchine Bianche anche in altre città colpite da lutti sul lavoro.
Il ricordo della sindaca Iodice
Anche la sindaca Maria Luigia Iodice ha evidenziato il valore commemorativo della giornata, ricordando in particolare Pompeo Mezzacapo, che conosceva personalmente.
«È un momento triste e commemorativo, perché non bisogna dimenticare», ha sottolineato, richiamando l’attenzione sul dolore delle famiglie e sull’importanza di mantenere vivo il ricordo delle vittime.
Il messaggio dell’autrice Luisa Scalise
L’avvocata Luisa Scalise, autrice del libro e presidente dell’associazione Scarpette e Zainetto, ha spiegato il significato dell’iniziativa, che ha unito la riflessione sulla mafia e sulla legalità alla commemorazione delle vittime sul lavoro.
La Panchina Bianca rappresenta un simbolo di memoria e sensibilizzazione, accompagnato da un messaggio preciso: «Di lavoro si vive, non si muore».
Durante il confronto è stata inoltre richiamata l’emergenza nazionale degli incidenti mortali sul lavoro, con la necessità di garantire maggiore sicurezza, prevenzione e giustizia.
La testimonianza della madre di Patrizio Spasiano
Uno dei momenti più intensi è stato l’intervento della madre di Patrizio Spasiano, che ha accolto con emozione l’iniziativa.
«È stata una sorpresa questa panchina e mi sono sentita onorata. Stiamo portando avanti una battaglia per nostro figlio, ma anche per tutte le vittime sul lavoro».
La donna ha raccontato di aver ricordato, durante le manifestazioni organizzate per chiedere giustizia per il figlio.
«Mi fa piacere aver conosciuto questa mattina la famiglia di Pompeo Mezzacapo. Spero che finalmente possiamo unirci in questa lotta contro le morti sul lavoro».
La Panchina Bianca in piazza Nassiriya
La giornata si è conclusa in piazza Nassiriya con l’inaugurazione della Panchina Bianca, donata dall’associazione Scarpette e Zainetto in memoria di Pompeo Mezzacapo e di tutte le vittime sul lavoro.
Un simbolo destinato a mantenere vivo il ricordo di chi non è più tornato a casa dopo una giornata di lavoro e a sensibilizzare la comunità sul tema della sicurezza.

