
Marcianise. «Procedere alla denuncia ai Carabinieri». È l’indicazione che Dante Salzillo avrebbe dato al telefono il 12 ottobre, mentre si trovava agli arresti domiciliari, dopo il furto delle chiavi di alcuni mezzi aziendali riconducibili alla società Areco. La vicenda è ricostruita nell’ordinanza del gip di Napoli che ha aggravato le misure cautelari nei confronti di Salzillo e Giandomenico Colella: il primo è stato trasferito in carcere, mentre per Colella sono stati disposti gli arresti domiciliari.
Secondo quanto riportato negli atti, Salzillo avrebbe assunto direttamente la gestione dell’emergenza, contattando la moglie e altre persone. Alle 8 del mattino avrebbe chiesto di verificare le chiavi disponibili, individuare i mezzi interessati e spostare quelle custodite in una bacheca. Avrebbe inoltre invitato a informare Raffaele Salzillo e un interlocutore chiamato «Antonio» affinché fosse presentata denuncia ai Carabinieri, chiedendo anche di avvisare «Ferdinando».
Pochi minuti dopo, la conversazione si sarebbe fatta più dettagliata. Salzillo avrebbe domandato notizie sulle doppie chiavi di escavatori e dumper e dato indicazioni per controllare i mezzi presenti a Battipaglia, cercare un contenitore con altre chiavi e mettere al sicuro quelle disponibili. Dopo avrebbe insistito sulla necessità di denunciare il furto e acquisire le immagini delle telecamere. Avrebbe anche chiesto di annotare i numeri di matricola dei macchinari non apribili, così da richiedere eventuali duplicati, e suggerito di contattare Colella.
Nelle pagine dell’ordinanza sono citati anche altri nomi, in relazione alle comunicazioni e alle indicazioni operative. L’atto qui esaminato non li indica come indagati: i provvedimenti cautelari riguardano Salzillo e Colella.
Gli atti riportano inoltre una conversazione serale sulla vigilanza della sede aziendale: appreso che la società incaricata non aveva una guardia sul posto, Salzillo avrebbe valutato di rivolgersi a un’altra impresa, ritenendo eccessivo il costo prospettato. Il gip ha considerato queste comunicazioni, insieme agli altri contatti contestati, nella valutazione delle violazioni delle prescrizioni cautelari. Le accuse nell’inchiesta restano da accertare nel corso del procedimento.

