CPR a Castel Volturno, le Chiese di Capua e Caserta in piazza: «Sicurezza e dignità devono andare insieme»

chiese unite pe rla manifestazione del 24 ottobre

In vista della manifestazione del 24 ottobre, le Chiese di Capua e Caserta dicono no ai CPR e chiedono più integrazione e tutela dei diritti

La dignità della persona, il rispetto dei diritti fondamentali e la necessità di costruire una sicurezza che non lasci indietro nessuno. Sono questi i principi al centro della posizione espressa dalle Chiese di Capua e di Caserta in vista della manifestazione nazionale in programma sabato 24 ottobre a Castel Volturno, dedicata alla questione del CPR, il Centro di permanenza per i rimpatri.

Le comunità ecclesiali confermano la propria partecipazione all’iniziativa e ribadiscono le preoccupazioni già manifestate fin dall’inizio della vicenda. Una posizione che, come sottolineato nel documento, nasce dalla volontà di difendere la dignità di ogni persona, con particolare attenzione alla condizione dei migranti, e non da appartenenze politiche o ideologiche.

CPR, la posizione delle Chiese di Capua e Caserta

Nel documento viene richiamato il principio secondo cui la sicurezza e la legalità rappresentano responsabilità fondamentali delle istituzioni, ma non possono essere perseguite alimentando la paura o individuando nei migranti un capro espiatorio.

La sicurezza, secondo le Chiese, deve procedere insieme al rispetto della dignità umana e dei diritti. Dietro ogni storia di migrazione ci sono persone che possono aver lasciato i propri Paesi a causa di guerre, persecuzioni, povertà estrema e ingiustizie, con la speranza di trovare condizioni di vita migliori.

Da qui la contrarietà all’ipotesi di realizzare Centri di permanenza per i rimpatri. La posizione espressa è netta: le Chiese non ritengono queste strutture rispettose della dignità delle persone migranti e affermano di non volerle né a Castel Volturno né in altri territori.

Castel Volturno, «servono integrazione e risposte concrete»

L’attenzione si concentra anche sulle caratteristiche di Castel Volturno e del Litorale Domizio, territori segnati da difficoltà e pregiudizi, ma allo stesso tempo ricchi di esperienze di lavoro, solidarietà e riscatto.

Per le comunità ecclesiali, la realizzazione di strutture restrittive rischierebbe di aggravare le fragilità sociali, confondendo la vulnerabilità con la criminalità. La priorità dovrebbe essere invece quella di affrontare i problemi del territorio con interventi concreti e di lungo periodo.

Tra le necessità indicate figurano percorsi reali di integrazione, misure efficaci contro lo sfruttamento lavorativo e il caporalato, servizi sociosanitari adeguati e una collaborazione più forte tra istituzioni, associazioni, realtà ecclesiali e cittadini.

Una richiesta che punta a superare le contrapposizioni e a intervenire sulle cause delle difficoltà, senza trascurare né la sicurezza delle comunità né i diritti delle persone più vulnerabili.

La manifestazione nazionale di sabato 24 ottobre

La partecipazione alla mobilitazione viene presentata come una testimonianza legata al Vangelo e alla difesa della dignità umana, non come un’iniziativa riconducibile a schieramenti politici. Nel documento si richiama il valore della vita, della giustizia sociale e della tutela dei diritti fondamentali, soprattutto quando riguardano persone che rischiano di essere lasciate ai margini.

L’appuntamento di sabato, nato dal percorso del Comitato al quale ha partecipato anche la Chiesa locale, viene indicato come un’occasione per rafforzare i legami di amicizia e fraternità e per dimostrare che è possibile lavorare insieme per una società più giusta e accogliente.

L’appello al dialogo e alla nonviolenza

Accanto alla conferma della partecipazione, arriva anche un invito preciso a garantire che la manifestazione si svolga nel rispetto delle regole e della pluralità delle posizioni presenti.

La richiesta è che la giornata sia caratterizzata da dialogo, confronto e nonviolenza, senza degenerare in scontri o contrapposizioni. Le differenze di opinione, si sottolinea, non devono impedire alle persone di riconoscersi come parte di una stessa comunità e di collaborare per il bene comune.

Il messaggio conclusivo è un richiamo alla solidarietà, all’accoglienza e alla pace. A Castel Volturno, sabato 24 ottobre, le Chiese di Capua e Caserta intendono portare in piazza una testimonianza che mette al centro la persona e la possibilità di costruire ponti, anziché muri di esclusione e discriminazione.

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