Nel Casertano siamo al lockdown, caseifici costretti a chiudere: “Manca latte”

Caserta. Il blocco dei trasporti si ripercuote anche sulla filiera della mozzarella di bufala campana Dop. Nel Casertano, dove allevamenti e caseifici rappresentano una parte importante dell’economia locale, la protesta degli autotrasportatori sta causando forti difficoltà: da ieri, riferisce il Consorzio di Tutela, molti stabilimenti hanno dovuto fermare la produzione. Una situazione che, per le conseguenze sulla vita quotidiana e sulle attività produttive, fa tornare alla mente i giorni del lockdown.

Il problema riguarda soprattutto il latte, che gli allevatori continuano a produrre ma non riescono a trasportare fino ai caseifici. La mozzarella Dop, essendo un prodotto fresco, deve essere lavorata entro 60 ore, come previsto dal disciplinare. Senza i rifornimenti, gli stabilimenti non possono trasformare il latte e sono costretti a chiudere. Intanto, anche nei supermercati la disponibilità di mozzarella comincia a ridursi.

A lanciare l’allarme è il Consorzio di Tutela, che segnala una crisi sempre più grave per allevamenti e trasformatori, già alle prese con l’aumento dei costi di produzione. Le difficoltà riguardano anche le aziende zootecniche: le bufale continuano a essere munte, ma gli allevatori non sanno dove conservare il latte e, allo stesso tempo, non ricevono gli approvvigionamenti necessari per le mandrie.

«La mozzarella di bufala campana Dop è un prodotto fresco, per cui risente maggiormente delle difficoltà», spiega Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio. Da qui la richiesta di un intervento urgente del Governo, per fermare una crisi che rischia di colpire duramente l’intero comparto.

Saccani rivolge infine un appello ai manifestanti: «Chiediamo un’attenzione per i prodotti deperibili, lasciandoli passare per non innescare una guerra dei poveri».

 

 

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