
CASAL DI PRINCIPE. Il presunto legame con il clan dei Casalesi emerge nella maxi inchiesta sulla rete finanziaria clandestina che avrebbe movimentato milioni di euro attraverso fatture false, contanti e criptovalute. Tra le figure indicate dagli investigatori compare Luigi Mercadante, 53 anni, ritenuto organico al clan. Gianluigi Contestabile, indicato come suo complice, è destinatario degli arresti domiciliari.
L’operazione della Guardia di Finanza di Milano e Monza Brianza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia milanese, riguarda trenta indagati: sedici destinatari della custodia in carcere e quattordici dei domiciliari. Disposto anche un sequestro superiore a 21 milioni di euro. Le perquisizioni hanno interessato numerosi territori, compresa la provincia di Caserta, con oltre 350 militari impegnati.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il centro del sistema si trovava a Pero, nel Milanese, all’interno di una società di autonoleggio che avrebbe nascosto una banca abusiva. A gestirla sarebbero stati tre italiani: Mercadante e due presunti referenti della ’ndrangheta crotonese, già condannati definitivamente nelle inchieste «Infinito» e «Aemilia».
Il meccanismo avrebbe sfruttato società cartiere, localizzate soprattutto in Lombardia e Campania, per produrre documentazione relativa a prestazioni mai eseguite. Gli imprenditori coinvolti pagavano mediante bonifici e ricevevano indietro contanti, decurtati di una commissione compresa tra il 2 e il 5 per cento.
Il denaro liquido sarebbe arrivato anche dall’evasione fiscale e dal narcotraffico. Le somme sui conti delle imprese venivano invece trasferite all’estero, passando anche attraverso piattaforme per l’acquisto di criptovalute. Gli accertamenti hanno ricostruito fatturazioni inesistenti per oltre 110 milioni e trasferimenti internazionali per circa 68 milioni.
L’indagine coinvolge inoltre presunti complici cinesi e albanesi e prevede attività in Spagna e Svizzera. Contestati anche episodi riguardanti armi, droga e informazioni riservate: un dipendente del Tribunale di Milano avrebbe consultato abusivamente sistemi informatici con l’aiuto di un avvocato. Coinvolto anche un ex finanziere, accusato di avere ricevuto denaro in cambio di notizie e promesse di agevolazioni fiscali.
Le responsabilità dei singoli indagati dovranno essere accertate nel successivo sviluppo del procedimento giudiziario penale.

