
SAN NICOLA LA STRADA. «Chiedo aiuto, questo è un sequestro di persona». È l’appello lanciato da un autotrasportatore romano rimasto bloccato nell’area di servizio di San Nicola la Strada, nel Casertano, durante la protesta dei tir. L’uomo ha raccontato la propria situazione in una telefonata all’ANSA, descrivendo ore di forte apprensione e l’impossibilità di riprendere il viaggio.
Secondo quanto riferito dal camionista, durante la notte alcuni manifestanti lo avrebbero costretto a entrare nell’autogrill insieme ad altre decine di mezzi pesanti. Successivamente, le uscite dell’area di servizio sarebbero state bloccate, impedendo ai camionisti di lasciare il piazzale. Una situazione che ha alimentato la preoccupazione dell’uomo, soprattutto perché trasportava alimenti esposti al rischio di deperimento.
«Ho chiamato il 112, ma ai numeri della Polizia stradale che mi hanno fornito non risponde nessuno», ha raccontato al telefono. Nel suo appello traspare l’ansia di chi si sente intrappolato e non riesce a ottenere aiuto, pur trovandosi in un’area frequentata da altri autotrasportatori. Il conducente ha spiegato di aver chiesto a chi lo aveva fermato di poter rientrare a Roma, proprio per non compromettere il carico, senza però ricevere risposta.
L’uomo ha precisato di condividere le ragioni della mobilitazione e le difficoltà della categoria. Ha però contestato i metodi adottati nei confronti di chi non ha aderito allo sciopero: «Bisogna sempre lasciare ai lavoratori la libertà di aderire o meno alla protesta senza usare violenza o minacce».
La sua testimonianza restituisce il clima di tensione vissuto nell’area di servizio di San Nicola la Strada, dove la protesta avrebbe trasformato una sosta in un blocco forzato. Il camionista resta in attesa di poter ripartire e di ricevere assistenza, mentre l’incertezza sulle condizioni del carico e sulla durata del fermo accresce la sua preoccupazione.

