
Caserta. È morto a 50 anni il colonnello Marco Sorrentino, ufficiale della Guardia di Finanza originario di Caserta, rimasto vittima di un grave incidente stradale avvenuto nella tarda mattinata di oggi, martedì 20 ottobre, a Sasso Marconi, nel Bolognese. Lo schianto si è verificato intorno alle 11.30 lungo il raccordo R43, all’altezza del chilometro 2+300. Per cause ancora da chiarire, due automobili si sono scontrate frontalmente. Tra i veicoli coinvolti c’era anche un mezzo dello Scico della Guardia di Finanza, sul quale viaggiavano Sorrentino e altri due militari.
Per il colonnello non c’è stato nulla da fare: le conseguenze dell’impatto si sono rivelate fatali. Nell’incidente sono rimasti feriti anche il colonnello Andrea Magliozzi, vicecomandante del nucleo operativo, e il maresciallo Fugazzotto, entrambi trasportati per le cure necessarie. Immediatamente dopo l’incidente sono intervenuti i mezzi di soccorso, insieme agli agenti della Polizia Stradale e agli operatori del 3° Tronco di Bologna di Autostrade per l’Italia. Per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area, il raccordo R43 di Sasso Marconi è stato chiuso temporaneamente al traffico in entrambe le direzioni.
La notizia della morte di Sorrentino ha suscitato profondo cordoglio all’interno della Guardia di Finanza. Il comandante generale Andrea De Gennaro ha ricordato l’ufficiale esprimendo vicinanza alla famiglia e agli altri militari coinvolti nel sinistro, sottolineandone il servizio svolto al fianco delle istituzioni.
Sorrentino aveva guidato fino a circa due anni fa il GICO di Roma, il Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, occupandosi di importanti attività di contrasto alla criminalità mafiosa e alle organizzazioni dedite ai traffici illeciti. La sua esperienza professionale era stata legata a diverse indagini di rilievo condotte nella capitale. Anche Libera ha ricordato il colonnello, sottolineandone l’impegno nella lotta alle infiltrazioni criminali e nel contrasto ai sistemi attraverso cui le organizzazioni mafiose riciclano e reinvestono capitali illeciti. La sua scomparsa, avvenuta mentre era in servizio, ha lasciato sgomenti colleghi e quanti avevano avuto modo di conoscerne l’attività professionale.

